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Per un mercato del lavoro con più tutele

Written by Ezio Casati.

Ezio CasatiIl Jobs Act passa alla Camera senza voto di fiducia. Nei giorni scorsi Montecitorio ha licenziato il testo sulla riforma del lavoro senza ricorrere al voto di fiducia (316 favorevoli, 6 contrari - due dei quali appartenenti al Pd - e 29 deputati Pd che, nonostante l'accordo raggiunto in Commissione, sono usciti dall'aula). Un voto contrario, quello dei due deputati Pd, incomprensibile dal punto di vista della democrazia interna al partito. Soprattutto alla luce di una deliberazione assunta dalla Direzione nazionale che ha visto il 90% di pareri favorevoli. Io ho votato convintamente il Jobs Act, e non mi preoccupa chi dissente, ma mi chiedo: si può dissentire e votare contro o stare fuori dall'aula dopo che il partito ha discusso, deciso e modificato il testo così come richiesto dalla Direzione nazionale?

Siamo un partito e quindi una comunità che si da delle regole di corretta convivenza o qualcuno vuole mantenere un congresso permanente sfogandosi attraverso i media? Per mentalità e formazione sono abituato ad accettare le decisioni della maggioranza. Pertanto credo che su questo argomento non si possa invocare la libertà di espressione legata al voto dì coscienza.

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