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Riforma Costituzionale: le ragioni del sì

Written by Ezio Casati.

Ezio CasatiIn questo periodo di ripresa dell'attività politica, dopo le ferie estive, mi sembra opportuno sottolineare i contenuti proposti dalla Riforma costituzionale.
Desidero sensibilizzare i circoli e gli attivisti del Sì a promuovere le buone ragioni di un cambiamento costituzionale che porterà benefici enormi a tutto il Paese. Vediamo di approfondire le ragioni del Sì.
Sì PER SUPERARE IL BICAMERALISMO PARITARIO - Finalmente l’Italia cesserà di essere l’unico paese europeo in cui il Parlamento è composto da due camere eguali, con gli stessi poteri e praticamente la stessa composizione.
Il superamento del cosiddetto “bicameralismo paritario” servirà per ridurre il costo degli apparati politici e per rendere l’attività del Parlamento più rapida ed efficace. La Camera dei Deputati darà e toglierà la fiducia al Governo, il Senato rappresenterà prevalentemente le istanze e i bisogni di comuni e regioni.
Sì PER AVERE LEGGI IN TEMPI RAPIDI - Troppo spesso i cittadini hanno atteso per anni riforme e risposte concrete, che sembravano non arrivare mai. Se vincerà il Sì, finalmente le proposte di legge non dovranno più rimbalzare tra Camera e Senato, nella speranza che prima o poi si arrivi ad un testo condiviso fino alle virgole. Tranne che per alcune limitate materie, di norma la Camera approverà le leggi e il Senato avrà al massimo 40 giorni per discutere e proporre modifiche, su cui poi la Camera esprimerà la decisione finale. Più velocità non significa “più leggi”, ma risposte più tempestive da un Parlamento più credibile.
Sì PER RIDURRE I COSTI DELLA POLITICA - Verrà ridotto il numero dei parlamentari, perché i senatori elettivi passeranno da 315 a 95 (più 5 di nomina del Presidente della Repubblica) e non percepiranno indennità. Questo taglio permetterà al nuovo Senato di risparmiare almeno 150milioni di euro ogni anno. Verrà abolito il CNEL, e con esso i suoi 65 membri. Lo sapevate, ad esempio, che il CNEL in 50 anni di storia è costato 1 miliardo di euro? I consiglieri regionali non potranno percepire un’indennità più alta di quella del sindaco del capoluogo di regione e i gruppi regionali non avranno più il finanziamento pubblico. Le province saranno eliminate dalla Costituzione. La riduzione di costi e “poltrone” restituirà credibilità alle istituzioni.
Sì AD UNA MAGGIORA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI - La democrazia non si riduce solo al momento del voto, ma è un insieme di strumenti nelle mani dei cittadini per esprimere idee, proposte e bisogni. Con la riforma, la democrazia italiana diverrà autenticamente partecipativa: il Parlamento avrà l’obbligo di discutere e deliberare sui disegni di legge di iniziativa popolare proposti da 150mila elettori; saranno introdotti per la prima volta in Costituzione i referendum propositivi e d’indirizzo. Il quorum per la validità dei referendum abrogativi sarà abbassato (se richiesti da ottocentomila elettori, non sarà più necessario il voto del 50% degli aventi diritto, ma sarà sufficiente la metà più uno dei votanti alle precedenti elezioni politiche).
Sì PER CHIARIRE LE COMPETENZE STATO-REGIONI - La riforma, nel rispetto dei principi costituzionali di sussidiarietà e di autonomia, chiarirà e semplificherà il rapporto tra Stato e Regioni: con l’eliminazione delle cosiddette “competenze concorrenti”. Ogni livello di governo avrà le proprie funzioni legislative. Si eviterà finalmente la confusione e la conflittualità tra Stato e Regioni che ha ingolfato negli scorsi 15 anni il lavoro della Corte Costituzionale.
Materie come le grandi reti di trasporto e di navigazione, la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell’energia o la formazione professionale saranno di esclusiva competenza dello Stato. Alle Regioni, oltre alle competenze proprie (come l’organizzazione sanitaria, il turismo o lo sviluppo economico locale), potranno essere delegate altre competenze legislative. Sarà un modo per promuovere le Regioni più virtuose.
Sì PER AVERE IN PARLAMENTO E IN EUROPA GLI ENTI LOCALI - Il Senato diverrà finalmente il luogo della rappresentanza delle regioni e dei comuni, che potranno così intervenire direttamente nel procedimento legislativo attraverso i sindaci e i consiglieri che ne faranno parte. Per troppi anni, la loro limitata capacità di partecipazione alla formazione delle leggi dello Stato ha causato ritardi, conflitti e contenziosi. In più, il nuovo Senato dei sindaci e dei consiglieri sarà investito di una funzione molto importante: parteciperà alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea e ne verificherà l’impatto sui territori. E’ un compito decisivo, che consentirà all’Italia di rispettare “i patti”, di non commettere infrazioni e di evitare multe salate.
Desidero infine consigliarvi la lettura delle "Falsi ragioni del NO" un approfondimento, fatto a domande e risposte, che chiarisce i punti criticati e oggetto di discussione. Credo che in questa fase tutti noi dobbiamo spenderci, assieme ai Comitati del Sì, per la sensibilizzazione dei cittadini sui motivi fondamentali di questa profonda e positiva revisione Costituzionale.

Per seguire l'attività di Ezio Casati: sito web - pagina facebook

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