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Addio a Giorgio Napolitano

Written by Associazione Democratici per Milano.

È morto all’età di 98 anni il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, a lungo dirigente del Pci, poi europarlamentare, presidente della Camera, ministro e infine capo dello Stato per due mandati (il secondo non portato a termine), dal 2006 al 2015.
Napolitano era da tempo ricoverato in una clinica romana, e un anno e mezzo fa era stato operato all’addome. Negli ultimi giorni le sue condizioni avevano destato preoccupazione crescente nei medici, con il peggioramento di un quadro clinico che si presentava già complesso. Il decesso è avvenuto alle 19.45 nella clinica Salvator Mundi al Gianicolo a Roma.

Il nostro ricordo:

Dario Franceschini: Uno dei più grandi protagonisti dell’intera storia repubblicana. Colto, autorevole, carismatico in tutti i ruoli ricoperti. Un esempio e un maestro per intere generazioni. Grazie Presidente Napolitano.

Franco Mirabelli: Riposa in pace Presidente. Grazie di tutto.

Chiara Braga: Addio a Giorgio Napolitano. Precursore di analisi storiche e politiche, uomo coltissimo, europeista convinto, ha guidato il paese con determinazione e lucidità. Un uomo di sinistra, moderno e lungimirante. Esponente di quella generazione che ha costruito la Repubblica e difeso i principi democratici in momenti difficili. Non ha mai risparmiato critiche alla politica, anche alla sua parte politica sempre nell'interesse supremo del paese. Alla moglie Clio e alla famiglia, le condoglianze del Gruppo Pd alla Camera dei Deputati.

Patrizia Toia: Ha guidato il Paese in anni difficilissimi, accettando di continuare il suo incarico per un secondo mandato, primo nella storia della Repubblica. Un gigante della politica e un vero servitore dello stato. Che la terra ti sia lieve, Presidente.

Alessandro Lambri: Riformista ed innovatore fino all’ultimo momento. Europeista convinto e amante della Repubblica, il suo sacrificio con la rielezione a presidente della Repubblica gli va riconosciuto come atto di vero amore. Una guida e un esempio per chi oggi vuole fare politica e pensa di sapere cos’è la Sinistra dovrebbe prendere spunto dalla sua storia.

Lorenzo Gaiani: A Giorgio Napolitano è toccato un ruolo quasi mai piacevole: quello di essere l'adulto nella stanza. Contro il massimalismo ed il movimentismo di certa sinistra (purtroppo un vizio continuamente riaffiorante, come si è visto in questi mesi). Contro l'irresponsabilità e l'analfabetismo istituzionale della destra. Contro la violenza del populismo (non a caso è stato il bersaglio dei Grillo, dei Travaglio e di altri personaggi del genere). Dovendo pensare ad un vero statista italiano di livello europeo, ad un riformista democratico, ad un vero uomo delle istituzioni, il suo nome è uno dei primi.

Piero Fassino: Per oltre mezzo secolo Giorgio Napolitano ha segnato con la sua azione e il suo pensiero la storia italiana ed europea, affermandosi con autorevolezza e prestigio unanimemente riconosciuti. Nel suo lungo cammino nelle istituzioni, da parlamentare, da ministro, da Presidente della Camera e infine da Presidente della Repubblica Napolitano è stato un punto di certezza nella affermazione scrupolosa e rigorosa della Costituzione, dei suoi valori e dei suoi dettami. Esercitando il mandato presidenziale in tempi di crisi economica e di turbolenze politiche la sua personalità è stata quotidiano argine alla sfiducia e all'antipolitica, ragione che indusse l'intero Parlamento a rinnovargli la Presidenza per un secondo mandato. Convinto europeista anche nel Parlamento europeo ha fatto valere la forza del suo pensiero nel sostenere le ragioni dell'integrazione europea" "Come dirigente politico Napolitano ha dato un contributo decisivo alla evoluzione democratica, europea e occidentale del PCI. In ogni svolta impressa da Berlinguer - la centralità dell'Unione europea, il riconoscimento della Nato, la rottura con Mosca - c'è l'impronta forte di Napolitano. Cosi come, in coerenza con il suo profilo riformista, Napolitano diede un decisivo contributo alla adesione del PDS alla Internazionale Socialista e al PSE. Primo esponente del PCI ad accedere alla suprema magistratura dello Stato la sua elezione rappresentò il pieno riconoscimento del ruolo dei comunisti italiani nella lotta antifascista, nella conquista della democrazia, nella costruzione della Repubblica e nella vita dell'Italia. Fu tessitore straordinario di relazioni internazionali in ogni continente che gli valsero la stima l'ammirazione di ogni interlocutore, anche quando avversario. Si può con certezza affermare che il cammino politico del PCI non sarebbe stato lo stesso senza la presenza di Napolitano e l'influenza della sua cultura riformista. Per chi, come me ha avuto l'immensa fortuna di lavorare per molti anni al suo fianco è un momento di grande dolore, unito a una profonda gratitudine.

Beatrice Lorenzin: Addio Presidente! Nei prossimi giorni in tanti ricorderanno la sua straordinaria vita politica, il suo profilo istituzionale, il piglio con cui ha traghettato, tra le pagine più difficili degli ultimi vent'anni, l'Italia. In questi giorni ero a Napoli, la sua Napoli e in tanti parlavano di lui, di quella straordinaria stagione politica, di cui fu un protagonista, tanti aneddoti da chi l'ha conosciuto su quel tratto ironico che lo contraddistingueva e le storie degli anni e degli uomini che hanno fatto la Repubblica. Del Presidente ho avuto l'onore di conoscere e apprezzare durante gli anni da ministro la forza che tutti gli hanno attribuito e un lato straordinariamente umano che era secondo me parte profonda e intima della sua azione politica: l'interesse autentico per le persone, per il destino dei singoli, non solo delle masse, che si traduceva in una tangibile empatia per le persone ammalate e i loro destini. Non posso non ricordare la straordinaria attenzione data dalla sua Presidenza alla ricerca medica, alla lotta contro. Il cancro, al contrasto del fenomeno delle fake news allora incarnate dal divisivo caso Stamina, alla continua attenzione ai più fragili tra i fragili e al sostegno straordinario che ricevetti da Lui per realizzare il fondo per curare i malati di epatite c. Il Presidente aveva a cuore il destino degli ammalati e sapeva quale fosse il valore del nostro servizio sanitario, aveva visto con i suoi occhi cosa fosse l'Italia negli anni della guerra, la povertà e la disperazione se lo ricordava bene e non mancava occasione per ricordarlo a tutti. Sei, e sarai, nella nostra Storia Nazionale. Un abbraccio alla Signora Clio a Giulio e a tutta la famiglia.
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