Energia, sanità, lavoro e sicurezza. Così al governo cambieremo l’Italia
Intervista del Messaggero a Elly Schlein.
"Abbiamo riportato il partito dove la nostra gente se lo aspetta: al fianco di lavoratrici e lavoratori davanti alle fabbriche, davanti ai luoghi di cura che sono in sofferenza, l'abbiamo riportato a battersi per la giustizia sociale, per la questione salariale, per la sanità pubblica, la scuola pubblica, per riuscire a migliorare la qualità del lavoro e dell'impresa. Oggi abbiamo una comunità che è affiatata, che capisce questa grande sfida unitaria per portare la sinistra al governo del Paese". Così la segretaria Pd Elly Schlein in un'intervista al 'Messaggero'.
"Io premier? Ho sempre detto che faremo un accordo a chi prende un voto in più o faremo le primarie, in ogni caso la mia disponibilità c'è tutta perché sentiamo la responsabilità come prima forza d'opposizione del Paese di dare il nostro contributo. Dopo la sconfitta del 2022 c'era chi ci dava per spacciati, c'era chi scommetteva su scissioni o sulla fine del Pd. Siamo cresciuti in tutte le tornate elettorali, siamo cresciuti dai sondaggi del 2023 che ci davano al minimo storico del Pd al 14% fino al 24% delle Europee. Al contempo abbiamo anche lavorato per costruire un'alleanza progressista che nel 2022 non c'era perché sia con Cinquestelle che con i moderati non ci si parlava più: oggi governiamo insieme e bene Regioni e città", aggiunge la leader dem. "Ce la metteremo tutta perché dopo 20 anni abbiamo la possibilità di vincere le prossime elezioni e cambiare il Paese. Questo è l'obiettivo. Farlo con un'alleanza progressista è un'occasione che non possiamo perdere. Non faremo più il favore alla destra di dividerci. Sono tre anni che lavoro in maniera testardamente unitaria, non perché ce lo abbia scritto il medico ma perché ce lo chiede la nostra gente che vuole un'alternativa a questa destra. Ma non partiamo da zero: abbiamo fatto tante proposte comuni, come quella sul congedo paritario, 5 mesi al 100% anche per i padri. E anche sulla riforma della Rai", insiste. Il leader? "Prima il programma. Poi o faremo un accordo, a chi prende un voto in più oppure le primarie. Perché chi vince le primarie deve guidare tutta l'alleanza e non solo il suo partito".
"Abbiamo riportato il partito dove la nostra gente se lo aspetta: al fianco di lavoratrici e lavoratori davanti alle fabbriche, davanti ai luoghi di cura che sono in sofferenza, l'abbiamo riportato a battersi per la giustizia sociale, per la questione salariale, per la sanità pubblica, la scuola pubblica, per riuscire a migliorare la qualità del lavoro e dell'impresa. Oggi abbiamo una comunità che è affiatata, che capisce questa grande sfida unitaria per portare la sinistra al governo del Paese". Lo ha detto Elly Schlein, leader del Pd in un'intervista al quotidiano 'Il Messaggero'.
"Io premier? Ho sempre detto che faremo un accordo a chi prende un voto in più o faremo le primarie, in ogni caso la mia disponibilità c'è tutta perché sentiamo la responsabilità come prima forza d'opposizione del Paese di dare il nostro contributo. Dopo la sconfitta del 2022 c'era chi ci dava per spacciati, c'era chi scommetteva su scissioni o sulla fine del Pd. Siamo cresciuti in tutte le tornate elettorali, siamo cresciuti dai sondaggi del 2023 che ci davano al minimo storico del Pd al 14% fino al 24% delle Europee. Al contempo abbiamo anche lavorato per costruire un'alleanza progressista che nel 2022 non c'era perché sia con Cinquestelle che con i moderati non ci si parlava più: oggi governiamo insieme e bene Regioni e città".
"Io penso alle priorità del Partito democratico e quando le ho delineate già abbiamo puntato su temi su cui è possibile costruire convergenze con tutte le forze di opposizione: sanità pubblica, scuola, ricerca e università, lavoro dignitoso. Poi le politiche industriali per guidare le grandi transizioni, digitale e ecologica. Anche il tema climatico va affrontato, il governo non ha messo un euro sul cambiamento climatico e lascia da sole le città a fare quello che possono. La quinta, perché devono starci sulle dita di una mano, sono i diritti della democrazia su cui abbiamo fatto tante cose insieme, tra cui vincere un referendum che dicevano che sarebbe stato impossibile vincere". In merito alla difesa Schlein ha detto che "siamo contrari alla corsa al riarmo di 27 singoli Stati, ma favorevoli a costruire una vera difesa europea. Abbiamo ribadito anche la contrarietà all'aumento al 5% del Pil della spesa militare". E ancora sulla benzina alle stelle, "il taglio di 17 centesimi non è neppure sufficiente a far tornare il prezzo sotto i due euro. Bisogna attivare il meccanismo delle accise mobili, che significa restituire agli italiani l'extra gettito Iva che entra nella casse dello Stato per i rincari dei carburanti dai maggiori ricavi".
"Le priorità? Dopo quattro anni di governo Meloniabbiamo le bollette più alte d'Europa. Altri paesi europei che 5-6 anni stavano come noi e hanno fatto passi da gigante sullo sviluppo dell'energia pulita e rinnovabile e questo ha ridotto il peso del gas sulla bolletta. Bisogna semplificare i processi autorizzativi per nuovi impianti, coinvolgere i territori e condividere i benefici. Se fai un impianto una quota dell'energia che produce vada alle piccole e medie imprese del territorio e che alle famiglie arrivi lo sconto in bolletta. E ancora - ha aggiunto Schlein - Sanità pubblica e salario minimo, immediatamente. Ci sono 6 milioni di italiani, cresciuti di un milione mezzo tra il 2023 e 2024 che rinunciano a curarsi perché le liste sono troppo lunghe o non se lo possono permettere. Il salario minimo esiste in 22 Paesi europei, ha aiutato a reggere il colpo dell'inflazione che ha rubato potere d'acquisto alle famiglie italiane. Dato Istat: negli ultimi 4 anni gli stipendi degli italiani hanno perso 9 punti percentuali e i beni alimentari quando si va a fare la spesa costano il 25% in più. Questo è il Paese dopo 4 anni di governo Meloni: crescita zero, calo della produzione industriale da tre anni consecutivi, salari tra i bassi d'Europa, le bollette tra le più care. La fotografia di un fallimento".
"Ce la metteremo tutta perché dopo 20 anni abbiamo la possibilità di vincere le prossime elezioni e cambiare il Paese. Questo è l'obiettivo. Farlo con un'alleanza progressista è un'occasione che non possiamo perdere. Non faremo più il favore alla destra di dividerci. Sono tre anni che lavoro in maniera testardamente unitaria, non perché ce lo abbia scritto il medico ma perché ce lo chiede la nostra gente che vuole un'alternativa a questa destra. Ma non partiamo da zero: abbiamo fatto tante proposte comuni, come quella sul congedo paritario, 5 mesi al 100% anche per i padri. E anche sulla riforma della Rai". E ha concluso ribadendo "prima il programma. Poi o faremo un accordo, a chi prende un voto in più oppure le primarie. Perché chi vince le primarie deve guidare tutta l'alleanza e non solo il suo partito".
"E' una grave crisi umanitaria nella quale hanno perso la vita più di cento persone, risolta in 48 ore nelle quali Sanchez ha fatto più rimpatri di Meloni in quattro anni. Il governo ha risposto con delle buffonate propagandistiche, litigando con le cartine geografiche: Ceuta è un'exclave spagnola, dalla quale non si può circolare liberamente nella penisola spagnola, figuriamoci in Europa. La chiusura di Shenghen è un precedente pericoloso per l'Europa e il nostro Paese. Pensi se facessero così gli altri Paesi con noi, visto che in Italia nel primo anno di Meloni sono arrivati 157 mila migranti". Lo ha detto Elly Schlein, leader del Partito Democratico in un'intervista al quotidiano 'Il Messaggero'.
"C'è stata una disinformazione di contenuti social, che cioè si potesse passare liberamente le frontiere e passare in Spagna. - ha aggiunto Schlein - Sanchez non c'entra, c'è stato un vertice dei ministri europei da cui è emersa solidarietà alla Spagna. Io avrei fatto quello che avevo già fatto da europarlamentare: modificare le regole di Dublino, per dire che chi entra in Italia entra in Europa e ogni paese deve fare la sua parte sull'accoglienza. Il governo italiano ha mollato questa battaglia". E in merito alla revisione di Dublino Schlein ha detto che "in ogni caso l'Italia ha rinunciato, andando poi a spendere milioni per le prigioni in Albania, un modello illegale che ha fallito, per centri rimasti vuoti oltretutto: 536 persone in due anni".
"Riportare in Italia gli 800 milioni spesi per l'Albania, e assumere più forze di polizia: mancano 22 mila tra poliziotti e carabinieri, per aumentare i presidi nelle città. La sicurezza è un bene comune dei cittadini e chi ha la responsabilità di garantirla è il governo, senza scaricare sui sindaci. Invece da noi, a fronte di 6 decreti sicurezza, i reati nel 2023 e 2024 sono aumentati e la risposta del governo è solo propagandistica". Lo ha detto Elly Schlein, leader del Partito Democratico, in un'intervista al quotidiano 'Il Messaggero'.
"Per me i pilastri sono due: repressione e prevenzione. Perché accanto ai presidi delle forze dell'ordine, servono quelli sociali, educativi, culturali. - ha aggiunto Schlein - Sicurezza sottovalutata dalla sinistra? Non mi esprimo per il passato, ma da quando guido il Pd ci siamo sempre occupati di questo tema, abbiamo fatto il primo grande evento con tutti i nostri sindaci a Bologna su questo".
