Si torna ad investire in cultura

Alla domanda su come abbia convinto il premier Renzi a investire sulla cultura, Franceschini replica: “Non c’è stato bisogno di convincerlo, è chiaro che un investimento in cultura è un grande contributo alla crescita economica del paese.
Io l’ho detto il primo giorno, mi sento chiamato a guidare il ministero economico più importante. La politica nazionale non ci ha creduto, se ci crede darà un grande contributo a creare occupazione e a tutelare il patrimonio”.
Io l’ho detto il primo giorno, mi sento chiamato a guidare il ministero economico più importante. La politica nazionale non ci ha creduto, se ci crede darà un grande contributo a creare occupazione e a tutelare il patrimonio”.
Sull’obiettivo di trasformare la cultura in un servizio pubblico essenziale per evitare situazioni come quelle che si sono create dopo lo sciopero del Colosseo, Franceschini spiega: “L’abbiamo fatto, il decreto legge sta andando avanti, non si può immaginare di avere turisti in fila che arrivano da tutto il mondo, le immagini negative che girano in tutte le televisioni del pianeta, per esercitare un diritto che può essere esercitato ma in un altro modo compatibile con il diritto dei turisti”.
I diritti dei turisti e quelli dei lavoratori, aggiunge, “possono essere esercitati non in contrasto, non è che saranno vietati gli scioperi o le assemblee, si faranno in modo da garantire contemporaneamente l’apertura”.
Sulla scelta di nominare alle direzioni dei musei 19 esterni e sette stranieri, su 20 nomine, Franceschini precisa: “Non c’è nessun straniero sono tutti europei”, “è stata una polemica assurda. Il direttore della National Gallery, e parliamo dell’ Inghilterra èun italiano, pochi giorni fa è stato nominato direttore del British Museum un tedesco, nessuno ha gridato vergogna non abbiamo dato i posti agli inglesi”.
Intervista a Dario Franceschini (PDF)»»
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