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  • Dario Nardella

Sostegno militare a Kiev necessario, ma ora serve anche una roadmap

Intervista di Repubblica a Dario Nardella.

"L'Ucraina va sostenuta militarmente ed economicamente a condizione che Zelensky si impegni su una roadmap di pace". Lo afferma Dario Nardella, eurodeputato del Pd, in un'intervista a la Repubblica, intervenendo sul confronto nel centrosinistra sul sostegno a Kiev.

Secondo Nardella, che rivendica il pacifismo come patrimonio della sinistra, il minimo comune denominatore tra le forze della coalizione non può essere lo stop all'invio di armi.
"Diciamo che non è stato incoraggiato a sufficienza dalle istituzioni Ue che oggi si preoccupano dei sistemi di sicurezza più che della costruzione di un'iniziativa diplomatica risolutiva", afferma riferendosi all'impegno di Zelensky sul percorso di pace.
Quanto alla Russia, "Non sono sospettabile di simpatie filorusse: nel 2022 ero a Kiev con una delegazione di sindaci per offrire la mia vicinanza al leader ucraino. Ma è evidente che la diplomazia europea debba agire su entrambi i fronti. Le pressioni sulla Russia vanno aumentate: i pacchetti di sanzioni stanno producendo risultati".
Per costruire un'intesa con il M5S, Nardella indica altri due punti: "Il primo: no al riarmo nazionale e sì alla difesa europea. Il secondo: premere perché l'Unione nomini dei negoziatori di pace. Continuo a pensare che Angela Merkel e Romano Prodi, per la loro esperienza e i rapporti intercorsi con Putin, siano figure ideali".
E sull'ipotesi di interrompere gli aiuti militari mantenendo solo il sostegno logistico all'Ucraina, osserva: "Il disarmo unilaterale del Paese aggredito significherebbe lasciare campo libero alla legge del più forte contro ogni principio di diritto internazionale".

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