Ricostruire un nuovo ordine
Articolo di Patrizia Toia.
Amo animare la riflessione e la discussione, soprattutto nei mondi associativi e nei luoghi della cultura politica.
Amo fare formazione, perché è lì che si costruiscono consapevolezza, senso critico e voglia di impegno civile e politico.
È lì, nella buona formazione, che si tengono insieme valori e cultura e si prova a dare senso alle sfide che abbiamo davanti, imparando anche ad assumersi delle responsabilità.
Per questo sono alla Fondazione Elena da Persico, grande collaboratrice di Giuseppe Toniolo, nel veronese, insieme a tante fondazioni culturali e scuole di formazione politica che stanno facendo un impegnativo corso. Cerchiamo di leggere il caos del mondo attuale, di comprendere quello che oggi appare come un pericoloso ribaltamento tra diritto e forza, e di tracciare, per il nostro impegno, una strada possibile.
Anche interrogandoci sul compito dell’Europa nel ricostruire, con chi ci sta, un nuovo embrione di ordine internazionale.
Qualcuno, oggi, tenta nei fatti e nelle teorie di ribaltare il rapporto tra diritto e forza. Ma tutto questo non è irreversibile e non possiamo rassegnarci a subire un sovvertimento così pericoloso. Reagire vuol dire riflettere, capire fino in fondo la posta in gioco.
L’Europa non può subire né stare ferma. Dopo le tragedie del Novecento aveva promesso che la forza sarebbe stata subordinata al diritto e che la pace avrebbe avuto la meglio. Ora deve aiutare, con chi ci sta, a ricostruire un nuovo ordine e un Occidente degno dei principi migliori della nostra storia più nobile, non di quella in cui quei principi li abbiamo traditi.
È un compito gigantesco, ma non scegliamo noi i tempi e le sfide da vivere.
