Picconano lo stato di diritto
Intervista di Repubblica a Chiara Braga.
"Ancora una volta il governo voleva picconare lo stato di diritto, non gli è bastato lo schiaffone ricevuto dai 15 milioni di no al referendum. L'intervento del Quirinale ha impedito il varo di una norma che contrasta con la Costituzione. Stavolta si sono dovuti fermare". Così Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera, intervistata da la Repubblica, a proposito del decreto sicurezza.
"Volevano rendere l'avvocato un esecutore della volontà del governo, legando il suo compenso al rimpatrio del migrante assistito. Una distorsione inaccettabile non solo perché avrebbe leso il diritto di difesa che spetta a ciascun individuo, ma perché avrebbe legato il comportamento del difensore a un premio economico", spiega.
"La conferma che la situazione fosse grave è arrivata dall'incontro del sottosegretario Mantovano al Colle. Indicativo dei forti dubbi sulla costituzionalità di una norma che non poteva essere superata da un semplice odg, come proposto dal forzista Costa. Ora aspettiamo di capire quale altro espediente si inventeranno per provare a trovare una via d'uscita a questo pasticcio, frutto della loro insipienza a gestire i provvedimenti", aggiunge.
Dl sicurezza, il governo chiarisca o l'Aula non può iniziare l'esame "- "Convocare immediatamente una conferenza dei capigruppo per chiarire come il governo intende procedere sul decreto sicurezza: è precondizione necessaria per iniziare la discussione in aula alla Camera. Non possiamo accettare un'ulteriore forzatura". Lo ha detto la presidente dei deputati Pd Chiara Braga in apertura dei lavori in aula alla Camera ripercorrendo i passagi di ieri sul provvedimento che contiene la contestata norma sul premio agli avvocati che ottengono il rimpatrio volontario dell'assistito giudicata da più parti palesemente incostituzionale.
"Ieri - ha proseguito Braga - si è consumato uno scontro istituzionale senza precedenti. Mantovano si è recato al Colle perché a fronte di questi rilievi si rende impossibile procedere all'approvazione del decreto nella formulazione che conosciamo. C'è stato un balletto imbarazzante della maggioranza e del governo. Abbiamo concluso i lavori delle commissioni senza che maggioranza e governo abbiano chiarito quale sia la soluzione. Non possiamo inziare l'esame del provvedimento senza che ci sia chiarezza definitiva, senza che spieghino come intendono risolvere la situazione. Come si intende adempiere agli impegni che Mantovano si è assunto con Mattarella? Come evitare l'ulteriore mortificazione del Parlamento?".
Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha insistito Braga, "non può consentire che ancora una volta il Parlamento venga umiliato approvando una norma palesemente incostituzionale su cui si è consumato uno scontro che non può essere banalizzato. Non siamo disponibili a iniziare i lavori su questo decreto senza chiarimento". Alla richiesta del Pd si sono associati per ora anche Più Europa e Avs.
