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  • Alessandro Capelli

Pensieri e appunti verso il 2027

Alessandro Capelli.

Il centrodestra milanese, come se il tempo non fosse passato, ha ripreso il gioco del 2021: ogni partito lancia i suoi nomi, mette veti sugli altri. Obiettivo? Scaricare sugli alleati la responsabilità di tutto, sperando che a Roma si trovi un accordo. E così ogni partito alza la posta su altre partite.

Per forza Italia e soci sarà più difficile a Milano fare quello che hanno fatto per esempio a Legnano, cioè accordo con Vannacci ma nascondendolo. Come sempre in questo periodo fingono di smarcarsi dai sovranisti, per poi tornare a casa appena si avvicinano le elezioni. Del resto governano insieme in Regione e a Roma e non hanno mai votato diversamente.
Per noi il concetto è semplice: centrodestra e centrosinistra sono coalizioni alternative, e qualunque gioco di scomposizione tattica è semplicemente inascoltabile.
Il nostro impegno per le idee e la visione
Il 18 aprile il Partito Democratico ha avviato il percorso verso il 2027 e sta tenendo decine di incontri in tutta la città metropolitana dentro il palinsesto “innamorarsi ancora”. La nostra priorità è allargare e rafforzare la coalizione civica e sociale che ha sempre sostenuto il centrosinistra milanese.
A Milano il centrosinistra nei suoi momenti di forza ha sempre avuto grande connessione tra politica, sociale e civismo e questa alleanza deve essere il fondamento anche della nostra prossima stagione.
Questo è il tempo delle idee, del dialogo e della visione che si sta rafforzando come avevamo indicato negli scorsi mesi per una nuova stagione del centrosinistra milanese. Dopo l’estate arriveremo a definire il percorso per la scelta della candidatura. Tre ingredienti: unità, partecipazione, credibilità.
Sul percorso verso la candidatura
Le primarie sono state fondative della mia esperienza politica e restano la strada principale su cui voglio lavorare. Ovviamente questo non basta. Più che i singoli desiderata, sarà fondamentale la strada per arrivarci. Perché per fare le primarie della città non è sufficiente invocarle, ma vanno costruite con cura, pazienza e generosità. E’ fondamentale condividere un percorso di coalizione, che coinvolga e abbia come protagonisti tutti i partiti perché poi sarà la coalizione a lavorare per individuare risorse, centinaia di volontari, centinaia di seggi su tutto il territorio.
Le primarie devono essere un percorso capace di coinvolgere le persone che non sono già coinvolte nel dibattito pubblico, allargare la partecipazione e l'interesse. Così è stato nel 2010 quando si votò a Novembre, così nel 2016 quando si votò a febbraio.
Dobbiamo tutti insieme lavorare perché le primarie non possono diventare una corrida o un talent show senza regole, è necessario che siano incastonate dentro un percorso chiaro e ordinato.
I prossimi passi
Nelle prossime settimane il PD all’interno dei suoi organismi dirigenti discuterà una proposta da portare a settembre a tutta la coalizione e su cui confrontarsi: un percorso ordinato, che parta dalla condivisione della visione e delle idee e che arriverà, nella discussione sul metodo, a regole condivise. Nel frattempo ribadiamo l'idea di costituire insieme a tutta la coalizione un gruppo di persone riconosciute nella città che ci aiuti a scrivere una carta dei valori condivisa.
Perché fare primarie belle richiede che tutti mettano davanti l’obiettivo collettivo: affidare al centrosinistra milanese la prossima stagione di governo della città.
Per noi la prossima coalizione del centrosinistra milanese partirà da quella attuale e ragionerà insieme di come allargarsi oltre i suoi perimetri attuali.

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