Ottanta anni dal voto delle donne
Articolo di Patrizia Toia.
Domenica sera, alla Festa regionale de l’Unità di Melzo, insieme a Chiara Braga, Lia Quartapelle, Arianna Zanoni e una grande Anna Finocchiaro abbiamo ricordato gli 80 anni dal voto alle donne e riflettuto sul rapporto, oggi tutt’altro che scontato, tra donne e partecipazione democratica.
Il voto alle donne fu una conquista, non una concessione.
Fu il risultato di una lunga battaglia, iniziata da lontano, già nella seconda metà dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento. Una conquista resa possibile anche dalla partecipazione coraggiosa delle donne alla Resistenza e dalla capacità dimostrata durante la guerra di lavorare, assumersi responsabilità e mandare avanti il Paese.
Quel voto fu un risultato enorme e una grande emozione. Oggi possiamo dirlo con forza: la Repubblica deve dire grazie alle donne.
Furono circa 13 milioni le donne che andarono a votare e, contro ogni previsione, la loro partecipazione fu persino superiore a quella degli uomini. È un dato che deve renderci orgogliose e che dobbiamo continuare a ricordare.
Proprio per questo, però, dobbiamo guardare con preoccupazione a ciò che accade oggi. La partecipazione femminile al voto sta diminuendo rispetto a quella maschile. Fino agli anni Settanta non esisteva un vero divario di genere nella partecipazione elettorale; poi quel divario ha cominciato ad aprirsi e, dagli anni Novanta in avanti, è arrivato a raggiungere anche un drammatico 5% in più di uomini che vanno a votare rispetto alle donne.
È un punto di dolore e un allarme rosso per la democrazia.
Dobbiamo capire perché cresce l’astensione femminile. Sfiducia nelle istituzioni, disattenzione verso la politica, difficoltà concrete, carichi di vita e di cura più pesanti: le ragioni possono essere molte e vanno studiate fino in fondo. Anche i partiti hanno il dovere di interrogarsi su questa “stanchezza elettorale” delle donne.
C’è poi un’altra contraddizione che dobbiamo affrontare: mentre cresce la presenza delle donne nelle istituzioni e nei luoghi della politica, diminuisce la partecipazione delle donne al voto.
Che cosa significa? È un interrogativo che riguarda direttamente noi donne impegnate in politica. Forse non siamo state abbastanza capaci di diventare un modello, di parlare direttamente al mondo femminile, di rappresentarne fino in fondo bisogni, difficoltà e aspettative.
Le risposte possiamo cercarle ancora nell’esempio delle Madri Costituenti. Donne che seppero costruire la democrazia nella vita quotidiana, dando risposte ai problemi concreti delle persone. Venivano dalle associazioni e dalla società civile e con quel mondo mantennero sempre un rapporto di dialogo e confronto.
Ricordare gli 80 anni dal voto alle donne significa dunque celebrare una conquista straordinaria, ma anche assumersi una responsabilità: capire perché oggi tante donne si allontanano dal voto e lavorare per restituire loro fiducia nella politica e nella democrazia.
