Non si può usare Dio per giustificare la violenza
Intervista di Repubblica a Matteo Zuppi.
"Penso a tutti coloro che utilizzano il nome di Dio, che è un nome di pace, per altri fini. Sonoparole che nascono dalla Scrittura, dalla Parola di Dio, e dalla storia della Chiesa: in occasione della prima guerra mondiale papa Benedetto XV denunciò la 'inutile strage' indicando così di pregare per la pace e non per la vittoria". Così il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, in un'intervista a la Repubblica.
Le parole del Papa - Gesù, Re della pace, è "un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra" - per l'arcivescovo di Bologna sono "certamente" un riferimento all'attualità.
Se Leone XIV sia il pontefice anti Trump: "è sicuramente anti violenza, anti guerra, è contro chi pensa che si possano risolvere i conflitti tornando allo strumento della guerra".
Sulla tregua tra Iran e Stati Uniti: "È la dimostrazione che si può parlare e che i problemi si risolvono parlando e che più lo si fa e prima lo si fa e meglio è", sottolinea Zuppi.
Il presidente della Cei ricorda, dunque, che il "dialogo non è facile" ma "è sempre possibile. La comunità internazionale e gli organismi sovranazionali servono per questo!".
"La Chiesa non rinuncerà al dialogo e non accetterà mai che le scelte di qualcuno possano giustificare fenomeni di antisemitismo" aggiunge.
Quanto all'udienza del Papa a Macron, se possa rilanciare il ruolo dell'Europa e del multilateralismo: "Non sono in grado di dirlo, certamente credo che la preoccupazione di papa Leone aiuterà anche l'Europa a essere più coraggiosa, più conseguente alle proprie radici e più coraggiosa nell'impegno per la pace".
E sui bombardamenti israeliani in Libano, per Zuppi "la distruzione che sta avvenendo, le migliaia di persone costrette a fuggire, tutto questo non trova alcuna giustificazione".
