Nessuna ipotesi corruttiva su San Siro
Dichiarazione di Giuseppe Sala.
“Al momento non abbiamo sufficienti elementi conoscitivi se non quelli che stiamo apprendendo dai media. Ci sembra comunque giusto chiarire alcuni aspetti. Innanzitutto, da quel che si capisce, non c’è il minimo riferimento a ipotesi corruttive e ciò è di fondamentale importanza”: così il sindaco di Milano Beppe Sala commenta l’indagine sulla vendita di San Siro.
“Inoltre va chiarito che la Legge Stadi e le procedure di Partenariato Pubblico Privato richiedono delle interlocuzioni preliminari con i club calcistici; queste interlocuzioni sono, dunque, fisiologiche. Detto ciò, attendiamo con fiducia lo sviluppo delle indagini ritenendo che gli uffici abbiano operato in buona fede e per il bene di Milano. Si è cercato di far fronte a un rischio (e cioè l’abbandono della città di Milano da parte delle nostre due società calcistiche) attraverso una trattativa estremamente lunga, complessa, dura e condotta nell’esclusivo interesse pubblico”.
Stadio Milano: non faccio il passacarte, abbiamo migliorato la città - "Abbiamo ipotizzato la ristrutturazione dello stadio esistente. La posizione dei Club era ed è però chiarissima: o uno stadio nuovo o via da Milano". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sui propri canali social con un commento indiretto all'inchiesta della Procura di Milano per turbativa e rivelazione di segreto sulla cessione del Meazza a Milan e Inter. "Meglio Milano con uno stadio nuovo o Inter e Milan a San Donato?", si domanda il primo cittadino chiarendo che "questa città non merita un Sindaco passacarte". "Io sono per la prima ipotesi. Credo anche la stragrande maggioranza dei milanesi". Nella stories su Instagram Sala si domanda anche se "era proprio necessario uno stadio nuovo per Milano?" e si risponde che "come sempre, quando si cambia qualcosa di importante in città, si creano divisioni e si generano rimpianti". Il primo cittadino tocca tutti i punti dell'inchiesta: il prezzo di San Siro più il quartiere - 197 milioni di euro - è figlio di una "doppia valutazione" della "Agenzia delle Entrate" e di "Politecnico" e "Bocconi" che hanno ipotizzato "addirittura" un "prezzo più basso". Alle accuse all'avviso pubblico nel marzo-aprile 2025 con cui secondo i pm e la guardia di finanza sarebbe stato aggirato l'obbligo di gara ad "evidenza pubblica", anche perché durato solo 37 giorni, Sala risponde che "c'è una discussione pubblica che si protrae, sotto gli occhi di tutti, da oltre 5 anni". La "Legge Stadi" spinge a "contrattare direttamente con i club locali, senza bisogno di alcun avviso pubblico" che è stato fatto solo per "verificare" l'esistenza di "soluzioni alternative". Se in quel mese "fosse pervenuta" una "manifestazione di interesse" si sarebbe "stabilito un termine congruo per formulare una vera e propria offerta". Sulle "interlocuzioni" informali e, secondo la Procura, "occulte" fra dirigenti comunali, advisor di Milan e Inter e "possibili compratori", l'ex commissario unico di Expo afferma che non solo la norme le "ammette" ma le "promuove". La Legge Stadi "afferma che Comuni e squadre 'possono liberamente negoziare il prezzo e le condizioni contrattuali di vendita o di utilizzo di aree del patrimonio disponibile urbanisticamente destinate alla costruzione di impianti sportivi". La "verità" dice il sindaco è che si è trattato di una "trattativa durata anni" che ha portato al miglioramento delle "condizioni contrattuali" a favore del Comune. Sono state "dimezzate le pretese edificatorie" con "50% di superfice a verde, capienza tenuta a 70.000 posti, opere pubbliche e infrastrutturali finanziate dalla vendita per decine di milioni di euro". Nemmeno la pubblica accusa - attacca Sala - prospetta "interessi personali" dei singoli funzionari e ribadisce: "Se le squadre avessero deciso di andare a San Donato che impatti economici avremmo avuto per Milano? Sarebbe stato un disastro", rimandano con un "impianto obsoleto", "costosissimo in termini di manutenzione e utilizzabile solo per qualche concerto in estate". Si rivolge ai suoi follower ed elettori: "Avete idea dell'indotto generato dalle partite di calcio?". Infine il primo cittadino conclude con una "considerazione personale". "Avrei potuto tirare a lungo e lasciare questa patata bollente al prossimo Sindaco. Certo, i milanesi avrebbero visto partire i lavori per il nuovo stadio di Roma, per fare un esempio, mentre a Milano ci si sfiniva in dibattiti fra partiti, comitati". "Non sarebbe stato da me".
