Meloni scelga la Ue, non i Maga
Intervista di Repubblica a Dario Nardella.
"Non è credibile perché la sua tentazione costante è quella di rimanere fedele alla teoria Maga. La verità è che Meloni non ha mai avuto la capacità di scegliere se stare convintamente con l'Europa e i suoi partner o con l'America di Trump". Lo afferma, in un'intervista a La Repubblica, Dario Nardella, eurodeputato del Pd.
"Lei - aggiunge l'esponente dem - è Maga dipendente, prigioniera della narrazione Maga come testimonia anche il voto in Parlamento europeo in cui Ecr, la famiglia politica di cui fa parte il gruppo di Fratelli d'Italia, ha votato contro la richiesta di indagini sull'ammissibilità del gruppo Esn di cui fa parte Roberto Vannacci".
"L'atteggiamento che ormai il presidente degli Stati Uniti pratica da tempo è inqualificabile - afferma ancora Nardella -, ma il punto politico è che lui reagisce così perché si sente screditato da chi, come Meloni, gli aveva garantito amicizia politica speciale e incondizionata". È il risultato di un avvicinamento della premier all'Unione europea a scapito degli Stati Uniti? "Ci sono due livelli - aggiunge -. Uno è quello esterno che Meloni prova a sfruttare abilmente con un pizzico di vittimismo come ha già fatto all'ultimo G7. L'altro riguarda il fatto che in realtà gli affari tra Stati Uniti e Italia, con il sigillo governativo, non si sono interrotti anzi sono aumentati. Io vedo però una certa furbizia, un doppio giochismo con Trump che però è molto pericoloso perché è evidente a tutti la difficoltà che Meloni ha in politica estera".
Trump si sente tradito per il mancato appoggio dell'Italia nella guerra all'Iran. "I rapporti tra i due sono controversi - prosegue -. Meloni non ha fatto mistero di preferire l'amicizia con Trump a scapito dell'alleanza europea, ha snobbato il patto dei volenterosi indebolendo l'Europa, ha compromesso ogni tentativo francese di attuare l'agenda Draghi con gli Eurobond salvo tentare ora di fare buon viso a cattivo gioco. Il risultato finale è una politica estera pasticciata senza una coerenza chiara che ha messo a nudo anche un po' la debolezza di Meloni che all'inizio del suo mandato aveva puntato tutto sull'autorevolezza internazionale" conclude Nardella.
