L'autonomia differenziata che spacca il Paese
Intervento di Chiara Braga alla Camera dei Deputati (video).
Dopo il via libera del Senato, questa settimana la Camera ha approvato le risoluzioni presentate dal centrodestra sullo schema di intesa preliminare per l’autonomia differenziata tra lo Stato e quattro Regioni, tutte rigorosamente del Nord e tutte governate dal centrodestra.
I provvedimenti impegnano il Governo a concludere le Intese per devolvere a Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria la competenza esclusiva su quattro materie: protezione civile, professioni, previdenza complementare e, quella più pericolosa, il coordinamento della finanza pubblica sulla sanità, cioè la gestione del sistema tariffario di rimborso, di remunerazione e di compartecipazione per gli assistiti. Si tratta di Intese regionali che il Governo Meloni ha presentato tutte identiche, senza aver prima definito i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) né le risorse necessarie e senza tenere conto delle diverse esigenze territoriali.
Il progetto che questa destra sta costruendo non risolve i problemi del Paese, li aggrava.
È un’intesa che spacca l’Italia, aumentando le disuguaglianze e creando cittadini con diritti diversi a seconda del territorio in cui vivono. È un provvedimento che danneggia il Sud e il Nord, i centri urbani e le periferie; che penalizzerà i cittadini, ridurrà ulteriormente il diritto alla salute per tutti ed emarginerà ancora di più i Comuni montani e gli enti locali, già colpiti dai pesanti tagli imposti dal Governo.
E' un'intesa scientemente creata dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli per aggiare la sentenza di bocciatura della Corte Costituzionale che ha smontato pezzo per pezzo la legge sull'autonomia differenziata.
È la bandierina ideologica della Lega che spezza l’unità del Paese. Quella che chiamano autonomia differenziata è la riedizione della vecchia questione settentrionale: non colma i divari territoriali, ma li cristallizza. Non è una riforma per rendere lo Stato più efficiente, bensì un progetto che rischia di trasferire competenze senza garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini.
È il ricatto imposto dalla Lega a Fratelli d’Italia dopo il sì alla legge elettorale. C’è stato infatti uno scambio politico, indecente, tra le forze di maggioranza per garantire la tenuta del Governo, a scapito della coesione nazionale: autonomia in cambio della legge elettorale.
Non è autonomia: è una frattura istituzionale e sociale che il Paese non può permettersi.
Noi continueremo a difendere l’unità della Repubblica.
