La destra cambia le regole per non perdere le elezioni
Articolo di Chiara Braga.
Divisi, spregiudicati e diffidenti: il vertice di quattro ore con Meloni non è servito a sciogliere i nodi sulla legge elettorale.
C'è un'unica cosa che li unisce: la volontà di restare attaccati al potere, anche un costo di peggiorare ulteriormente una legge già di per sé in contrasto con i principi costituzionali per rincorrere i sondaggi. E la vergogna di ripresentare un emendamento che cancella di fatto il principio della parità di genere nei capilista bloccati.
Uno schiaffo alle donne e un cedimento a chi pensa ancora che la loro voce nelle istituzioni non conti.
La loro preoccupazione per la stabilità è una foglia di fico: governano da quattro anni e il bilancio sono sempre più bassi, benzina e energia alle stelle, sanità in affanno, scuola e trasporti in difficoltà Chiudono la legislatura con un pugno di mosche e vogliono cambiare le regole del gioco per conservare il potere.
