Gino Strada
Intervista di Repubblica a Cecilia Strada.
"Vorrei avere qui l'uomo, non l'eroe, vorrei mio padre che giocava a nascondino con i bambini col turbante in testa". Lo afferma, in una intervista a La Repubblica, Cecilia Strada, eurodeputata del Partito Democratico e figlia del fondatore di Emergency, a cinque anni dalla scomparsa del chirurgo.
"Mi ha fatto diventare la donna che sono. Da lui ho ereditato l'ironia e la tenacia che serve per raggiungere gli obiettivi" ricorda. "Ho imparato da lui a occuparmi delle vittime delle guerre e dei poveri del mondo". "Avevo otto anni la prima volta che sono stata al confine fra Pakistan e Afghanistan, nell'87. Papà mi portò in sala operatoria. Poi sono andata molte altre volte a Kabul con lui negli anni. Ricordo i viaggi in auto con le cassette degli Eagles e dei Pink Floyd, le chiacchierate sotto il pergolato della sua casa. È lì che Gino mi ha insegnato a fare le tagliatelle a mano". E su come il padre avrebbe giudicato la sua scelta politica spiega: "Avrebbe detto, con la sua classica ironia, che è uno sporco lavoro, ma che qualcuno deve pur farlo. Lui ha rifiutato di candidarsi tutte le volte che gliel'hanno offerto. Ma credo che mi avrebbe compresa nella mia scelta di fronte alla deriva politica nella quale ci troviamo. Sentire parlare di remigrazione l'avrebbe fatto molto patire".
