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  • Enrico Giovannini

Crisi climatica sottovalutata dalle autorità pubbliche italiane

Articolo di Enrico Giovannini pubblicato da Repubblica.

"Mercoledì 12 agosto, mentre gran parte degli italiani e la politica erano in vacanza, il neo primo ministro inglese Andy Burnham ha presieduto la riunione dedicata alla questione climatica del Cobra (Cabinet Office Briefing Room A), il comitato nel quale si discute come anticipare e affrontare crisi di varia natura.

Mentre l'Italia si dilettava con le vicende riguardanti un giornalista, il governo inglese discuteva di come fronteggiare il caldo e gli incendi, la siccità e le inondazioni, il crollo della produzione agricola e l'inflazione attesi nei prossimi mesi (…) emerge l'evidente sottovalutazione della crisi climatica delle autorità pubbliche del nostro Paese (governo, Regioni, città), di gran parte della classe dirigente e dell'opinione pubblica. In effetti, gli esperti avevano da tempo indicato il rischio di un'estate eccezionalmente torrida, seguita da eventi atmosferici estremi, crisi idriche prolungate, con effetti negativi sui raccolti agricoli e quindi sui prezzi degli alimentari. Ma, presi da altre crisi e priorità (vere o presunte), abbiamo preferito fare spallucce, salvo imprecare contro il caldo opprimente. (…) L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha segnalato da tempo i rischi per la salute derivanti da caldo estremo, siccità, inondazioni, incendi. Gli effetti dipenderanno dalla vulnerabilità delle popolazioni, dalla flessibilità dei sistemi sanitari e dalla capacità dei governi di attivare misure preventive. E il rapporto dell'apposita Commissione Oms-Europe di cui ho fatto parte, pubblicato a maggio scorso, raccomanda una serie di azioni di breve e medio termine per ridurre i rischi per le persone. La Bce ha ricordato i rischi inflazionistici derivanti dalla perdita di produzione agricola cui si aggiungono i problemi della logistica dovuta al basso livello delle vie d'acqua europee (…)", scrive su La Repubblica Enrico Giovannini, Direttore scientifico dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.
"Su tutti questi temi disponiamo di dati, analisi, mappe dei rischi, valutazioni dei costi degli interventi per decidere dove e come intervenire. Disponiamo anche di un Piano per l'adattamento ai cambiamenti climatici, approvato nel 2023, ma non attuato e non finanziato. (…) Ma se altri governi si stanno attrezzando, perché noi no? Il tema è culturale prima che politico. Se fossimo in un'altra epoca, tanti dovrebbero fare pubblica ammenda per il negazionismo climatico praticato negli anni o per la colpevole disattenzione al tema, impegnandosi a cambiare direzione. Oggi basterebbe un post sui social per annunciare la creazione immediata di un Cobra italiano dedicato all'emergenza climatica dei prossimi 12 mesi. Questo stimolerebbe tutto il Paese a prendere coscienza della gravità della crisi e ad agire, ognuno per la sua parte. C'è una legge di Bilancio da preparare, la programmazione dei fondi europei da definire, i piani strategici delle aziende da predisporre. Insomma, c'è molto che si può e si deve fare qui e ora (…)", continua Giovannini.

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