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  • Giuseppe Sala

A Milano serve una nuova stagione di crescita

Intervento di Giuseppe Sala.

A Milano serve una nuova stagione di crescita - "A Milano abbiamo un po' l'abitudine di digerire tutto molto in fretta, come sta avvenendo con le Olimpiadi: bisogna credere nella crescita, perché i tempi sono molto difficili". Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala durante il forum Futuro direzione nord, tenutosi presso l'Auditorium Squinzi Assolombarda a Milano.

"Il Comune che dirigo mette circa 400 milioni all'anno per il Welfare - aggiunge Sala, - Sono soldi che non piovono dal cielo e che il governo di qualunque tipo non può garantire più di tanto: i fondi nazionali verso i territori sono in riduzione, quindi che piaccia o meno le città devono organizzarsi e trovare le formule per creare occasioni di crescita. La prossima stagione per Milano è legata ai temi dell'economia della conoscenza e all'intelligenza artificiale: quando mi sono candidato dieci anni fa volevo che per Milano ci fosse una finestra internazionale e così è stato, con tutti i pregi e difetti; qualunque sia la formula della nuova stagione dovrà essere all'insegna della crescita e della solidarietà. Oggi fare il politico è difficile, perché le logiche cui eravamo abituati sono saltate e prevale una comunicazione che non si sia in che mani stia: è evidente che i grandi gruppi del digitale mondiale sono asserviti a un certo potere e a scendere questo si ripercuote ovunque".

Milano: in settimana incontro con la maggioranza - "Io credo che Milano abbia le carte per cambiare". Lo ha detto oggi il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine dell'evento di Futuro Direzione Nord, "Prospettive in bilico", in corso a Milano.
"Cambiare si deve - ha rimarcato il primo cittadino -, partendo dagli elementi qualitativi che ha la città: le università, i centri di ricerca, le aziende. Al di là di tanta retorica a volte inutile, però questi sono valori veri. Credo che intorno all'economia e alla conoscenza ci possa essere un altro ciclo milanese".
Sull'incontro di maggioranza, con anche segretari e capigruppo, per appianare tensioni e arrivare a fine mandato senza risentimenti, Sala ha sottolineato che "ci troviamo questa settimana. Oggi è un giorno complesso, c'è il presidente Mattarella, da domani ci lavoriamo".

Amministrative: la partita è aperta - "Negli ultimi dieci anni in tutte le elezioni che ci sono state a Milano il centrosinistra ha sempre vinto: partirà favorito anche alle prossime comunali, ma la gente guarda prima di tutto alla figura del sindaco piuttosto che al colore politico". Lo sottolinea il sindaco di Milano Giuseppe Sala durante il forum Futuro direzione nord, tenutosi presso l'Auditorium Squinzi Assolombarda a Milano.
"La partita è aperta come sempre e il centrodestra può giocarsela - continua Sala, - Non penso che la scelta del mio successore si prenderà molto a breve, la colloco verso fine anno e credo che entrambe le parti politiche si guarderanno. In Italia abbiamo quasi 40 milioni di appartamenti per 60 milioni di abitanti: la mancanza di case si sta realizzando soprattutto nelle grandi città, non solo a Milano. Non sono in condizione di suggerire nulla al governo, ma bisogna capire dal presupposto che questo è un problema che si ripercuote ovunque: in Italia c'è molto patrimonio nelle mani di banche e assicurazioni che non viene utilizzato per dare una casa a chi fa fatica, forse varrebbe la pena dare i fondi alle realtà locali e spingerli a comprare gli appartamenti per abbreviare i tempi di assegnazione".

A Milano il centrosinistra è favorito ma la partita è aperta - "In tutte le elezioni che ci sono state negli ultimi dieci anni a Milano il centrosinistra ha sempre vinto. Quindi il centrosinistra è favorito. Ma quando si vota per il sindaco, la gente vuole sentirsi rassicurata che chi si siede su questa scomoda poltrona abbia voglia di lavorare e resistere. Quindi la partita è aperta come sempre". Così il sindaco di Milano Beppe Sala durante l'evento Futuro Direzione Nord.
Alle scorse comunali "Luca Bernardo probabilmente è stato candidato perché pensavano di non poter vincere con me, ma la prima volta - ha ricordato Sala - ho vinto di un punto contro Parisi e se il centrodestra non avesse litigato al suo interno non so come sarebbe finita. Perciò centrodestra ha chance di giocarcela".
"Io - ha proseguito - penso che la decisione dei candidati non sarà presa molto a breve, credo entro fine anno. Il centrodestra forse aspetterà di capire chi è il nostro candidato e viceversa. Quindi c'è da capire chi farà la prima mossa".
Ad ogni modo "io credo che Milano abbia le carte per cambiare, perché cambiare si deve, partendo dagli elementi qualitativi che la città ha" come "le università, i centri di ricerca e le aziende: al di là di tanta retorica a volte inutile, questi sono valori veri. Credo che intorno all'economia e alla conoscenza ci possa essere un altro ciclo milanese" ha sottolineato Sala che ha parlato anche dell'incontro di maggioranza che ci sarà venerdì: "Da domani ci lavoriamo".

Milano: il centrosinistra è favorito ma la partita e' aperta - "Guardando tutte le elezioni che ci sono state negli ultimi dieci anni a Milano il centrosinistra ha sempre vinto. Quindi il centrosinistra e' favorito. Ma quando si vota per il sindaco la gente guarda il sindaco e vuole sentirsi rassicurata che chi si siede su quella scomoda poltrona abbia voglia di lavorare e resistere. Quindi la partita e' aperta come sempre". Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala intervenendo alla XXVIII edizione di Futuro Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline di Milano dal titolo "Prospettive in bilico" in corso presso Assolombarda.
"Luca Bernardo probabilmente e' stato candidato perche' pensavano di non poter vincere con me - ha aggiunto - ma la prima volta ho vinto di un punto contro Parisi che e' un candidato molto insidioso e se il centrodestra non avesse litigato al suo interno non so come sarebbe finita. Percio' il centrodestra ha chance di giocarsela - ha ribadito Sala - . Io penso che la decisione dei candidati non sara' presa molto a breve, credo entro fine anno, il centrodestra forse aspettera' di capire chi e' il nostro candidato e viceversa. Quindi c'e' da capire chi fara' la prima mossa". Stasera durante l'evento si iniziera' a parlare anche del futuro di Milano. "Il futuro di Milano sara' anche legato alla prossima campagna elettorale e a cosa proporranno i candidati. Io credo che Milano abbia le carte per cambiare ma per cambiare si deve partire dalle qualita' che la citta' ha, le universita', i centri di ricerca, le aziende, al di la' di tanta retorica a volte inutile, pero' questi sono valori veri e credo che intorno all'economia della conoscenza ci possa essere un altro ciclo milanese".
All'incontro di maggioranza che ci sara' venerdi' mattina "ci lavoriamo in questa settimana", ha concluso il sindaco.

Nessuno ha intenzione di speculare sulla Biblioteca Sormani - "La situazione della biblioteca Sormani è che la grande biblioteca di Milano diventerà la Beic (la biblioteca europea di informazione e cultura, ndr), ma la Sormani dovrà rimanere un luogo di cultura, un luogo di libero accesso ai cittadini, quindi voglio rassicurare tutti. Stiamo trovando le formule, però nessuno ha intenzione di fare speculazioni sulla Sormani". Così il sindaco di Milano Beppe Sala a margine dell'evento Futuro Direzione Nord nella sede di Assolombarda.
"Però abbiamo questa opportunità della Beic con spazi più grandi, più moderni e digitali e dobbiamo sfruttarla" ha aggiunto.

Carburanti: misure tampone non cambiano la situazione - Provvedimenti come il taglio delle accise "sono misure tampone che servono quello che servono". Il governo "non dico facciano male a farlo, ma è chiaro che non cambiano la situazione". Lo ha detto oggi il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine dell'evento di Futuro Direzione Nord, "Prospettive in bilico", in corso a Milano.
"Io sono tra quelli che credono fortemente, ma non ideologicamente, nello sviluppo delle rinnovabili" ha poi aggiunto il primo cittadino milanese, sottolineando come non sia contrario al nucleare, ma che "la tecnologica per un nucleare che garantisca una riduzione dei costi oggi è ancora un po' così".
"Chi ha fatto una scelta delle rinnovabili, come ha fatto A2a, ha continuato a fare profitti e però ha cambiato il profilo energetico della sua produzione" ha chiosato Sala.

Il futuro è in bilico - "L'incertezza e' grande, e' una delle occasioni della storia in cui ci rimettono soprattutto i cittadini nel senso che i costi che tutta la collettivita' deve supportare in funzione di queste guerre e non solo sono enormi". Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala a margine della XXVIII edizione di Futuro Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline di Milano dal titolo "Prospettive in bilico" in corso presso Assolombarda.
Per il sindaco "e' difficile oggi capire quale sia l'esatta relazione tra l'andamento di un paese e il consenso politico. Oggi - ha spiegato Sala - c'e' un articolo sulla stampa che sottolinea come in Spagna c'e' crescita del potere d'acquisto e dei salari, l'energia costa 50% in meno eppure il governo e' in difficolta'. E' veramente un momento confuso – ha ribadito il sindaco - e proprio perche' confuso vale la pena di approfondire le ragioni del momento".
Questa edizione di Futuro Direzione Nord, come ha spiegato Fabio Massa, presidente Fondazione Stelline, parla appunto "di prospettive in bilico perche' e' un momento di grandi incertezze internazionali ma anche di incertezze da punto di vista della politica interna, dell'economia e dell'approvvigionamento di energia. Quindi c'e' bisogno di riflettere per trovare le strategie corrette con tutti i protagonisti del mondo pubblico e privato".
Intervistato da Massa in apertura dell'evento, Sala ha poi sottolineato che per ripartire "dobbiamo tornare alle basi e per fare questo bisogna credere nella crescita. Il Comune di Milano – ha ricordato - mette circa 400 milioni in welfare, ma non sono soldi che piovono dal cielo e le risorse ai territori sono in calo. Percio' la crescita deve partire dalle citta'. Dobbiamo pensare a una nuova stagione pensando che qualunque sia la formula debba essere di crescita e solidarieta'".

Hantavirus: attenzione senza drammatizzazione - "È difficile dirlo perché non ho nessun elemento. Da un lato ascolto gli esperti che dicono non pare essere un grave problema. Dall'altro, come tutti noi sappiamo, non ritenevamo un problema neanche il Coronavirus. Quindi attenzione e senza drammatizzazione". Lo ha detto oggi il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine dell'evento di Futuro Direzione Nord, "Prospettive in bilico", in corso a Milano, rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli hanno chiesto se fosse preoccupato per la situazione Hantavirus.

Scala, la difesa della democrazia comporta una responsabilità oggi come 80 anni fa - Celebrare ottant'anni dalla riapertura del Teatro alla Scala dopo la ricostruzione seguita alla seconda guerra mondiale "non è un esercizio nostalgico. È un interrogativo urgente: cosa significa oggi ereditare quella ricostruzione? Le istituzioni presenti in questa Sala portano responsabilità precise. La responsabilità di rappresentare l'Italia e Milano e l'Europa, certamente. Ma anche la responsabilità di difendere. E non si tratta di difendere soltanto la Scala o l'arte. Oggi si tratta di difendere la democrazia". Lo ha detto il sindaco di Milano, Beppe Sala, nel corso della cerimonia in teatro alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
"Il grande direttore d'orchestra Georg Solti disse una volta che un teatro d'opera è sempre 'un'impresa impossibile che funzion'. La stessa cosa potremmo dire della democrazia. Continuiamo a rendere possibile l'impossibile" ha aggiunto il primo cittadino.
"Vorrei concludere con le parole di Giuseppe Verdi e non a caso: è il compositore che più di ogni altro ha incarnato l'identità di questa nazione nel suo periodo di formazione. Verdi scrisse: 'Torniamo all'antico: sarà un progresso'. È un paradosso che nasconde una verità straordinaria: il progresso autentico non è rottura con tutto ciò che è stato, bensì fedeltà alla parte migliore di sé stessi. La democrazia che intendiamo tutti difendere è un processo continuo, che si rinnova. Altrimenti, semplicemente, non è democrazia, ma la sua ombra" ha continuato Sala.
"Ottant'anni dopo, dobbiamo restare fermi dalla parte giusta e la parte giusta è questa: la parte della bellezza, dell'arte e del coraggio civile che l'11 maggio 1946 risuonò in questa Sala" ha concluso.

Dobbiamo difendere la democrazia - "'Torniamo all'antico, sarà un progresso', disse Giuseppe Verdi. Il progresso autentico non è rottura con tutto quello che c'è stato, ma fedeltà alla parte migliore di noi stessi. La democrazia è un processo continuo che si rinnova, altrimenti non è democrazia ma è la sua ombra. Ottant'anni dopo, dobbiamo stare fermi dalla parte giusta: dalla parte della bellezza, dell'arte, del coraggio civile, che risuonò in questa Sala". Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, intervenendo nel Teatro alla Scala prima del concerto che – alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella - celebra l'80 anniversario del concerto che l'11 maggio del 1946 segnò la riapertura del teatro dopo i bombardamenti del 1943.
"Le istituzioni qui presenti - ha sottolineato Sala - hanno il dovere di rappresentare l'Italia, Milano, l'Europa, ma hanno anche la responsabilità di difendere la democrazia, il sistema di diritti e doveri, regole, virtù civili che lei, Presidente Mattarella, garantisce vigilando sull'integrità della nostra Costituzione repubblicana. Un teatro d'opera, disse un grande direttore, è un'impresa possibile che funziona: lo stesso possiamo dire della democrazia. Continuiamo a rendere possibile l'impossibile".

Teatro Scala: il concerto di Toscanini è un evento simbolo della ricostruzione italiana - "Il concerto di Toscanini nel Teatro alla Scala prodigiosamente riattivato a soli tredici mesi dalla fine della guerra è entrato nella storia come l'evento simbolo della ricostruzione italiana: cioè della capacità che il nostro popolo dimostrò negli anni del dopoguerra di credere nel proprio futuro, liberandosi dalle macerie materiali e morali in cui era precipitato". Lo ha detto il sindaco di Milano e presidente della Fondazione, Giuseppe Sala, al Teatro alla Scala di Milano, in occasione del concerto per l'80esimo anniversario della riapertura del Piermarini ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
"Con questo concerto - ha sottolineato - Milano celebra l'80° anniversario della riapertura della Scala, dopo le distruzioni della guerra. C'è un momento, nella storia delle nazioni, in cui le macerie smettono di essere la fine di qualcosa e diventano il principio di tutto.Le bombe distrussero le volte di questo teatro. Quella notte Milano non perse soltanto un edificio. Perse una delle case della sua anima più profonda. Ottant'anni fa, l'11 maggio 1946, quella casa riaprì. E lo fece con Arturo Toscanini sul podio. Il maestro era tornato dall'esilio americano non per gloria personale, ma per ricostruire la cultura e la società di un'intera nazione". "Nemmeno un mese dopo, l'Italia avrebbe scelto cosa essere, dandosi la forma di Repubblica democratica. Quella sera, Toscanini volle includere nel concerto i Vespri Siciliani di Verdi. E' un'opera che parla di oppressione e di riscatto. Di un popolo che ritrova se stesso. Non fu una scelta casuale. Fu un atto politico, poetico e profetico insieme. Milano, città medaglia d'oro della Resistenza, stava dicendo all'Italia e al mondo: siamo ancora qui", ha detto ancora Sala.

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