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Sarà il partito a decidere cosa fare

Scritto da Franco Mirabelli.

Franco MirabelliIntervista di La Stampa (file PDF).

Franco Mirabelli, senatore PD vicino al Segretario, Renzi apre a un Governo istituzionale, Zingaretti dice no. Cosa succede nel suo partito?
«Cosa succede lo vedremo. La linea la decide il partito, i suoi organi dirigenti, il Segretario. Io sono per la discussione, per costruire l’unità. Però leggo strane fughe in avanti…».
Renzi si rivolge ai parlamentari, chiede di “decidere guardandosi negli occhi e nel cuore”…
«Io faccio il Vicepresidente del Gruppo PD al Senato: il gruppo deve certamente discutere ma è il partito che deve decidere. Non mi pare che ci possano essere scelte diverse da quelle che farà il partito, significherebbe indebolire il fronte democratico. Poi, io sono per discutere tutto: dall’inizio dico che la strategia dei pop-corn era sbagliata, si doveva avere capacità di discussione politica e di confronto. Prendo atto che ora c’è la disponibilità di tutti, ma l’esito di questo confronto credo che lo debba fare il partito».
C’è un doppio PD, quello in Parlamento dove detta ancora la linea Renzi e quello uscito dal congresso?
«Ho trovato molto sgradevole l’intervista di Renzi. Ho votato Zingaretti al congresso, so che in Parlamento siamo minoranza, ho sempre lavorato con il Presidente del Gruppo per costruire l’unità. Trovo grave che questo non sia più l’obiettivo di Renzi e trovo offensivo anche nei confronti di quelli che lo hanno sostenuto e lo sostengono il suo atteggiamento proprietario verso i gruppi parlamentari. È evidente che è il partito che deve decidere cosa si fa».
Nel merito Zingaretti ha detto no: discussione chiusa?
«Il Segretario ha ragione a dire che non dobbiamo temere le elezioni e che bisogna aspettare che i tempi della crisi si consumino. È una valutazione difficile da fare. Ancora non è stata votata la sfiducia a Conte, ancora la parola non è passata al Capo dello Stato».
Quindi non è scontato il no del PD a Governi istituzionali?
«È un passaggio stretto, bisogna riconoscere che le operazioni annunciate da Salvini rischiano di portarci fuori dall’Europa, c’è il tema di non far scegliere a lui tutti i passaggi della crisi. Dopo di che non deve essere una discussione che spacca in due il PD, o che mette in discussione la leadership. L’importante è garantire l’unità del partito».

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