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Le risorse per i Comuni

Scritto da Franco Mirabelli.

Franco Mirabelli Intervento di Franco Mirabelli a Radio Lombardia (video).

Giustamente, i sindaci rivendicano l’attenzione ai Comuni e chiedono che si tenga conto anche delle difficoltà che avranno nei prossimi mesi a chiudere i bilanci perché è chiaro che la situazione ha ridotto di molto le entrate.
Su questo bisogna lavorare e sarà uno dei temi centrali dei prossimi decreti, quando ci saranno risorse economiche ben più consistenti.
È giusto, quindi, chiedere un impegno di Governo per fare una serie di norme che aiutino gli Enti Locali a continuare a garantire i servizi ai cittadini e a chiudere i bilanci e ad avere risorse in più, non soltanto una serie di facilitazioni ordinamentali.
È anche giusto chiedere che i Comuni più colpiti dalla pandemia, che sono stati più penalizzati, siano anche quelli in cui più si investe.
Tutto questo, però, non c’entra nulla con l’intervento dei 400 milioni stanziati dal Governo, in quanto questi soldi servono solo a garantire il pasto a tanti indigenti che sono diventati tali perché in questa fase hanno perso il lavoro o perché le loro condizioni si sono aggravate a causa del blocco delle attività dovuto alla pandemia.
Ai Comuni vengono, quindi, dati 400 milioni per consentire di dare da mangiare alle persone indigenti, fino al tempo di preparare il prossimo intervento.
I 400 milioni sono soldi in più e finalizzati a questo scopo, non sono soldi tolti a qualcuno.
Non capisco, quindi, perché si debba criticare questo intervento.
Il Comune di Milano con le risorse che riceverà può fare moltissimo a favore di chi non ce la fa ad avere il minimo necessario per vivere.
Questo intervento ha già prodotto cose importanti: molte catene di supermercati hanno dato la disponibilità a ridurre i prezzi per chi ha bisogno, così come i produttori stanno dando una mano e, dunque, si è attivato un meccanismo utile.
Certamente non vengono risolti tutti i problemi dei Comuni ma non era questo lo scopo dell’intervento: l’obiettivo era garantire per i prossimi giorni la possibilità di mangiare a chi rischia di non avere niente e i Comuni possono sapere chi sono le persone che necessitano di questa assistenza.

Adesso in Parlamento siamo nella conversione del Decreto Cura Italia che deve far fronte alla prima emergenza, garantire protezione alle persone che hanno perso il lavoro e che sono ferme in questo mese. Il decreto non è più emendabile nel caso si volessero aggiungere altre risorse ma abbiamo già depositato un Ordine del Giorno che impegna il Governo a tenere conto, nel Decreto che farà ad aprile, che la Lombardia e alcuni suoi Comuni sono stati fortemente penalizzati, così come le attività imprenditoriali, i servizi. Di conseguenza, bisognerà tenere conto di questo nel momento in cui si ripartiranno i diversi interventi, perché qui ci sarà bisogno di più attenzione.

Sono colpito dal fatto che ci sia stata una reazione entusiastica da parte di Salvini per la scelta che è stata fatta in Ungheria di conferire pieni poteri a Orban. Non è del tutto una novità: Orban aveva già tentato di riformare in maniera drastica la Costituzione ungherese per aumentare di molto il potere nelle mani del Presidente senza nessun contraltare e limitando la partecipazione e, quindi, riducendo anche la democrazia.
Oggi il rischio è che in alcuni Paesi si usi l’emergenza per far passare principi diversi da quelli delle democrazie liberali oppure per indebolire l’Europa oppure, guardando a casa nostra, che si usi l’emergenza per ridurre le misure di contrasto all’illegalità con la scusa di fare tutto in fretta. Questi rischi ci sono e la politica deve stare molto attenta.

Video dell'intervento»

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