Tra Bruxelles e Milano

Articolo di Patrizia Toia (video).
settimana di molti impegni quella appena trascorsa, in bilico tra Bruxelles e Milano perchè ho incontrato qui molte personalità e realtà produttive che da Milano e dalla Lombardia sono venute “in trasferta” a Bruxelles.
Le Commissioni Parlamentari sono state protagoniste in questi giorni. Abbiamo, ad esempio, incontrato Paolo Gentiloni per discutere, con le commissioni responsabili per l’ambiente e lo sviluppo, dei famosi obiettivi di sviluppo sostenibile. Tra i nostri parametri siamo abituati ad annoverare quelli relativi al deficit, ad esempio, o agli standard sociali, come noi vogliamo introdurre. Dalla discussione è emersa forte anche la necessità di includere anche parametri in grado di misurare l’avvicinamento dell’Europa ai famosi obiettivi del millennio.
Ancora molto abbiamo fatto sul fronte del gas. Come sapete sono membro del team che negozia il nuovo regolamento che concluderemo la settimana prossima con una volata finale che si annuncia molto impegnativa e complicata. Lo scopo di questo lavoro è predisporre tutte le misure in grado di assicurarci un inverno sicuro, con tutta l’energia di cui abbiamo bisogno già disponibile negli stoccaggi che si andranno riempiendo.
Grande attenzione è stata data questa settimana anche al nostro paese. Mercoledì abbiamo svolto un incontro online tra deputati europei e terzo settore. È stata poi la volta di incontri con associazioni professionali che si occupano di tecnologie di efficientamento, risparmio energetico e riscaldamento urbano e teleriscaldamento e anche con il mondo della meccanica e con le realtà delle banche di credito cooperativo, così radicate ai territori. Ci siamo concentrati su queste realtà italiane passando al "setaccio" le nostre direttive per trovare le soluzioni più vantaggiose per l'Italia, per preventivare le potenziali ricadute in questa fase di transizione energetica aggravata dalle attuali congiunture economiche e geopolitiche e per capire anche eventuali esigenze di modifica.
Giovedì ho avuto il grande piacere di incontrare una squadra di giovani e bravissimi ricercatori del Politecnico di Milano che si occupano di intelligenza artificiale, data e machine learning, computer science e commercio elettronico, tutte materie sulle quali l'Europa vuole diventare protagonista a livello globale. Stiamo cercando di favorire l’incontro costruttivo di tutte queste straordinarie realtà del nostro territorio, dalla ricerca alla produzione, con la nostra attività parlamentare.
In termini più generali questa è la settimana in cui è stato aperto un’importante canale di dialogo con gli Stati Uniti, portato avanti dal presidente del Consiglio Mario Draghi non solo a nome dell’Italia ma anche dell’Unione Europea.
Si riconferma la nostra credibilità e la nostra amicizia col partner atlantico e si riconferma la nostra azione congiunta di sostegno all’Ucraina. Aggiungo io sotto tutti i punti di vista: umanitario, economico e militare, per rafforzare l'Ucraina e la sua resistenza e per ridurre il potenziale aggressivo della Russia di Putin. Dobbiamo perciò dire un grande grazie a Draghi e al suo incessante lavoro per la Italia e l'Europa. Incontri, come quello del nostro Presidente del Consiglio negli USA, sono il segno di un’Europa che si muove su tanti fronti attraverso i suoi leader, come Draghi, Scholz e Macron.
Il protagonismo europeo spicca nel farsi portavoce dell’avvio di un possibile dialogo di pace, cosa che tutti e senza cedimenti stiamo cerchiando. Senza dimenticare che la pace la si costruisce nel coinvolgimento di tutti i protagonisti che debbono però essere disponibili a partire da chi ha scatenato questo conflitto e che è responsabile di questa terribile aggressione, cioè la Russia. Putin deve mettere fine agli attacchi con un cessate il fuoco, condizione irrinunciabile perché si cominci ad intavolare un processo di pace.
Voglio infine concludere tornando all’evento che ha aperto la settimana: la Festa dell’Europa di lunedì 9 maggio.
Festeggiamenti pieni di entusiasmo ma anche intrisi dalle tensioni e dal dolore di questi tempi difficili. La nota davvero positiva è che a Strasburgo si è coronata la chiusura della grande Conferenza sul Futuro dell’Europa con tre grandi discorsi. Von Der Leyen, Metsola e Macron hanno parlato rispettivamente per la Commissione, per il Parlamento e per il Consiglio. Tutti hanno aperto la porta alla revisione dei Trattati, con la precisa intenzione di mettere fine alla nefasta e dannosissima unanimità. Speriamo che questa grande festa sia stata uno snodo di passaggio da un’Europa resa lenta e farraginosa dall’ostracismo di alcuni Stati a un’Europa che sa procedere forte e capace di far fronte alle sfide cruciali di oggi. Se non con tutti, almeno coi paesi che hanno dimostrato e che dimostrano di crederci, oggi ancor di più.
settimana di molti impegni quella appena trascorsa, in bilico tra Bruxelles e Milano perchè ho incontrato qui molte personalità e realtà produttive che da Milano e dalla Lombardia sono venute “in trasferta” a Bruxelles.
Le Commissioni Parlamentari sono state protagoniste in questi giorni. Abbiamo, ad esempio, incontrato Paolo Gentiloni per discutere, con le commissioni responsabili per l’ambiente e lo sviluppo, dei famosi obiettivi di sviluppo sostenibile. Tra i nostri parametri siamo abituati ad annoverare quelli relativi al deficit, ad esempio, o agli standard sociali, come noi vogliamo introdurre. Dalla discussione è emersa forte anche la necessità di includere anche parametri in grado di misurare l’avvicinamento dell’Europa ai famosi obiettivi del millennio.
Ancora molto abbiamo fatto sul fronte del gas. Come sapete sono membro del team che negozia il nuovo regolamento che concluderemo la settimana prossima con una volata finale che si annuncia molto impegnativa e complicata. Lo scopo di questo lavoro è predisporre tutte le misure in grado di assicurarci un inverno sicuro, con tutta l’energia di cui abbiamo bisogno già disponibile negli stoccaggi che si andranno riempiendo.
Grande attenzione è stata data questa settimana anche al nostro paese. Mercoledì abbiamo svolto un incontro online tra deputati europei e terzo settore. È stata poi la volta di incontri con associazioni professionali che si occupano di tecnologie di efficientamento, risparmio energetico e riscaldamento urbano e teleriscaldamento e anche con il mondo della meccanica e con le realtà delle banche di credito cooperativo, così radicate ai territori. Ci siamo concentrati su queste realtà italiane passando al "setaccio" le nostre direttive per trovare le soluzioni più vantaggiose per l'Italia, per preventivare le potenziali ricadute in questa fase di transizione energetica aggravata dalle attuali congiunture economiche e geopolitiche e per capire anche eventuali esigenze di modifica.
Giovedì ho avuto il grande piacere di incontrare una squadra di giovani e bravissimi ricercatori del Politecnico di Milano che si occupano di intelligenza artificiale, data e machine learning, computer science e commercio elettronico, tutte materie sulle quali l'Europa vuole diventare protagonista a livello globale. Stiamo cercando di favorire l’incontro costruttivo di tutte queste straordinarie realtà del nostro territorio, dalla ricerca alla produzione, con la nostra attività parlamentare.
In termini più generali questa è la settimana in cui è stato aperto un’importante canale di dialogo con gli Stati Uniti, portato avanti dal presidente del Consiglio Mario Draghi non solo a nome dell’Italia ma anche dell’Unione Europea.
Si riconferma la nostra credibilità e la nostra amicizia col partner atlantico e si riconferma la nostra azione congiunta di sostegno all’Ucraina. Aggiungo io sotto tutti i punti di vista: umanitario, economico e militare, per rafforzare l'Ucraina e la sua resistenza e per ridurre il potenziale aggressivo della Russia di Putin. Dobbiamo perciò dire un grande grazie a Draghi e al suo incessante lavoro per la Italia e l'Europa. Incontri, come quello del nostro Presidente del Consiglio negli USA, sono il segno di un’Europa che si muove su tanti fronti attraverso i suoi leader, come Draghi, Scholz e Macron.
Il protagonismo europeo spicca nel farsi portavoce dell’avvio di un possibile dialogo di pace, cosa che tutti e senza cedimenti stiamo cerchiando. Senza dimenticare che la pace la si costruisce nel coinvolgimento di tutti i protagonisti che debbono però essere disponibili a partire da chi ha scatenato questo conflitto e che è responsabile di questa terribile aggressione, cioè la Russia. Putin deve mettere fine agli attacchi con un cessate il fuoco, condizione irrinunciabile perché si cominci ad intavolare un processo di pace.
Voglio infine concludere tornando all’evento che ha aperto la settimana: la Festa dell’Europa di lunedì 9 maggio.
Festeggiamenti pieni di entusiasmo ma anche intrisi dalle tensioni e dal dolore di questi tempi difficili. La nota davvero positiva è che a Strasburgo si è coronata la chiusura della grande Conferenza sul Futuro dell’Europa con tre grandi discorsi. Von Der Leyen, Metsola e Macron hanno parlato rispettivamente per la Commissione, per il Parlamento e per il Consiglio. Tutti hanno aperto la porta alla revisione dei Trattati, con la precisa intenzione di mettere fine alla nefasta e dannosissima unanimità. Speriamo che questa grande festa sia stata uno snodo di passaggio da un’Europa resa lenta e farraginosa dall’ostracismo di alcuni Stati a un’Europa che sa procedere forte e capace di far fronte alle sfide cruciali di oggi. Se non con tutti, almeno coi paesi che hanno dimostrato e che dimostrano di crederci, oggi ancor di più.
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