Prevenzione: estendere l’accesso ai test genetici alle pazienti con carcinoma ovarico
Solo in Lombardia i casi all’anno sono 1160, di cui il 70% diagnosticato in stato avanzato, quindi con una probabilità di ricaduta entro 12-18 mesi del 70%. L’individuazione della mutazione dei geni tramite test consente il ricorso a terapie mirate, come ad esempio i Parp inibitori, in grado con alta probabilità di ridurre il rischio di progressione della malattia.
Il 4 agosto 2015 la Regione ha approvato una delibera che prevede l’esenzione dal ticket per le prestazioni volte alla prevenzione dei tumori alle ovaie e al seno ma limitata per quanto riguarda il tumore alle ovaie alle donne di meno di 45 anni ; questo contrariamente ad altre Regioni, quali la Basilicata, l’Emilia Romagna il Piemonte, la Liguria e la Toscana che lo prevedono per tutte le donne con carcinoma ovarico.
Ma non solo. Ad oggi i servizi di genetica medica specializzati in oncologia sono sovraccarichi. C’è molta difformità nell’erogazione della consulenza, come nella richiesta dei test genetici, con il risultato che non sempre a fronte di un esito positivo del test è garantita una reale presa in carico del paziente.
Per garantire ai pazienti oncologici il miglior livello di salute raggiungibile e porre rimedio alle attuali criticità dei processi di presa in carico il Consiglio oggi ha impegnato la giunta ad estendere l’accesso ai test genetici BRCA a tutte le pazienti con carcinoma ovarico, senza limitazioni di età o storia famigliare.
Per consentire una presa in carico più rapida del paziente e garantire una migliore tempistica nell’accesso ai farmaci il Consiglio ha anche chiesto di estendere il numero degli specialisti che possono prescrivere il test.
L’auspicio è che Regione Lombardia continui nel processo di incentivazione di tutte le forme di prevenzione, sia primarie, volte a favorire il miglioramento degli stili di vita sia secondarie, dirette a ampliare gli screening.
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