Piano contro la violenza sulle donne
Particolarmente positivo il fatto che, con il Piano, viene data continuità alle 21 reti territoriali antiviolenza, di cui sono capofila i Comuni, già esistenti e viene promossa l’attivazione di altre, in modo da poter raggiungere la copertura di tutto il territorio regionale. Positivo anche il fatto che viene definito un modello di presa in carico delle donne vittime di violenza.
Il Piano recepirà anche la normativa nazionale, condizione prima e necessaria per poter ricevere i finanziamenti. A questo proposito il Piano presenta però una criticità; centri e case rifugio, per poter essere accreditati, dovranno adeguare i propri standard entro il 2016, un passaggio non semplice per realtà che,pur avendo maturato una lunga esperienza nel contrasto alla violenza sulle donne, sono da sempre gestite da volontarie e fino a poco tempo fa erano autofinanziate. Alla Regione chiediamo di accompagnarle nel percorso di raggiungimento degli standard.
L’assessore alle Pari opportunità, Giulio Gallera, anche a seguito di una nostra richiesta, ha esplicitato in aula la modalità di ripartizione dei fondi che verranno messi a disposizione. Dato che le risorse sono di natura diversa, nazionale, europea e regionale,resta fondamentale che non siano inglobate in un fondo indifferenziato ma siano destinate, con una voce specifica di bilancio, agli interventi di contrasto alla violenza sulle donne.
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