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Un anno di battaglie

Written by Silvia Roggiani.

Silvia Roggiani "Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere, hanno un’autorità silenziosa e perentoria. Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose della tessera del pane. Stringiamo le schede come biglietti d’amore".
È il 2 giugno 1946, le donne hanno potuto votare ed essere votate per la prima volta in Italia. A parlare alla radio è la giornalista Anna Garofalo.
Oggi, a un anno dalla mia elezione a segretaria metropolitana, riflettere su queste parole ha per me un significato molto particolare. Essere donna e impegnarsi politicamente rappresenta un binomio che ricorre spessissimo. Perché mi sono data come obiettivo quello di agire da stimolo - col mio lavoro e impegno quotidiano - per tutte quelle donne che si ritraggono e rinunciano per il solo fatto di credere di non essere all'altezza. Insomma per il solo fatto di non essere un uomo.
Un anno dopo posso dirlo, con ancora più convinzione. Purtroppo degli stereotipi è vittima anche il mondo della sinistra, l'essere donna - e in più giovane - mi ha costretto tante volte a dover dimostrare molto più di quello che devono fare i miei colleghi uomini.
Non bastano le idee, la passione, lo studio. Servono una dose aggiuntiva di coraggio e perseveranza per far capire chi sei, per far capire che non sei speciale perché donna. Per far capire che il tuo impegno non vale di più o di meno se indossi la gonna o i pantaloni. Perché, purtroppo, ci sarà sempre qualcuno pronto a pesare il tuo valore non per quello che dici o che fai, ma per la tua identità di genere.
Ma questo passato è stato soprattutto un anno straordinario e pieno. Pieno di tante cose. Pieno di entusiasmo, passione, orgoglio. Pieno di chilometri macinati, strette di mano, abbracci e sorrisi.
L'entusiasmo di andare in piazza, di riscoprire l'impegno civico. Anche mettendoci a servizio della collettività, a volte facendo un passo di lato dopo aver organizzato tutto: perché il compito della politica è creare degli spazi per i tanti che hanno voglia di reagire.
A gennaio scorso, dopo la disastrosa manovra del governo Lega-Cinque Stelle, ci siamo #Uniti per manifestare il nostro dissenso, per dire che la direzione intrapresa non era quella giusta.
E poi abbiamo voluto esserci in sostegno al popolo curdo, con una manifestazione lanciata sui social, che ha raggiunto in pochissime ore migliaia di persone. É lo stesso entusiasmo che ci ha spinto a mobilitarci in solidarietà a Liliana Segre, solo qualche giorno fa.
E poi la passione di marciare per il nostro Pianeta, al fianco dei lavoratori, nel giorno del 25 Aprile per rivendicare le nostre radici antifasciste, e per il Pride, contro omofobia e ogni forma di odio e intolleranza.
È l'orgoglio di mobilitare quasi 100mila persone a Milano Metropolitana che scelgono il nuovo Segretario del Pd e partecipano alle primarie, di eleggere 4 milanesi in Europa. È l'orgoglio di organizzare la prima Festa de l'Unità plastic free e portarci pure migliaia di persone.
E mentre scrivo le immagini scorrono veloci davanti agli occhi. Le emozioni sono tantissime, ma è impossibile raccontarle tutte.
Per tutti questi motivi fare politica per e con le persone è bellissimo. Lo è nonostante i sacrifici e i compromessi ai quali a volte devi scendere. Lo è nonostante le sconfitte, perché si sa, non capita sempre di vincere. E lo è soprattutto perché ti ripagano le strette di mani e i sorrisi di tutti coloro che incontri sulla tua strada, di quelli che ti dicono che devi andare avanti.
Al lavoro insieme era il mio slogan un anno fa. E oggi per essere all'altezza della comunità del PD Milano che rappresento, voglio tornare a dire: al lavoro, insieme. Perché sono ancora tante le battaglie che dobbiamo portare avanti, per dare voce a chi non ce l'ha e per costruire quel mondo che vogliamo tenga insieme crescita, diritti e sostenibilità.

Per seguire l'attività di Silvia Roggiani: sito web - pagina facebook