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Sì allo scambio privatizzazioni-concessioni

Written by Piero Fassino.

Piero FassinoIntervista pubblicata su Il Sole 24 Ore (file PDF).

La possibilità di uno scambio tra concessioni e quotazione o privatizzazione per ridurre le partecipate? “Questa proposta l’abbiamo avanzata noi. Siamo favorevoli a un allungamento delle concessioni finalizzato ai processi di privatizzazione o di aggregazione”. Così il presidente dell’Anci Piero Fassino, intervistato dal Sole 24 Ore, parla del confronto con il governo sulla proposta di ridurre il numero delle aziende partecipate dagli enti locali.
“Serve un approccio negoziale – dice il sindaco di Torino – Così come non funziona dire ‘vendete entro quella data’, non funziona dire ‘fondetevi a tutti i costi’. Vanno negoziate ad esempio le condizioni per il prolungamento delle concessioni e l’elaborazione dei piani di investimento”. “Le concessioni possono diventare uno strumento per facilitare l’apporto dei capitali privati”.

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Ripensare la politica economica europea

Written by Patrizia Toia.

Patrizia Toia Non sono Berlino o Parigi che decidono, ma dobbiamo tutti decidere cosa vogliamo fare insieme di fronte a questa situazione. Se l'Europa non cresce nel suo complesso è un danno per tutti i paesi, non si tratta allora di riesumare vecchie "cordate" tra Paesi del Nord contro Paesi del Sud o di rispolverare atteggiamenti ostili verso la Germania. Non si tratta neppure di chiedere eccezioni o di pretendere deroghe, ma di costruire insieme nuove regole e, nel frattempo, di usare nuove e più intelligenti applicazioni, come la flessibilità, di quelle esistenti. Ripensare la politica economica europea non significa mettere a rischio la stabilità finanziaria dell'Europa, significa prendere atto di ciò che non ha funzionato e introdurre i cambiamenti necessari, a partire dal Piano per la crescita e l'occupazione di 300 miliardi che Juncker ha promesso.

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La Ue cambierà

Written by Pier Paolo Baretta.

Pier Paolo BarettaIntervista a Pierpaolo Baretta di Eugenio Fatigante - Avvenire.

Pierpaolo Baretta, sottosegretario al Tesoro, in questo agosto sembra che il mondo economico abbia rimesso nel mirino l'Italia. È così?
«Per una certa "lettura" giornalistica, sì. Ma più che l`Italia è tutto il quadro internazionale molto in evoluzione. Per questo è stata felice l`intuizione di Renzi di aver posto la questione europea al centro del dibattito».
La Ue, Bruxelles: ma ci sono davvero cambiamenti in vista?
«Vedrete che da ottobre, quando passeremo alla nuova Commissione, il quadro cambierà. La vera novità è che le condizioni non positive dell`economia europea creano condizioni meno stringenti per dibattere un aggiornamento delle regole che guardi a un profilo più espansivo delle politiche economiche. Il prok blema non è più solo l'Italia. La Francia è già uscita allo scoperto, ma potrebbe aprirsi una discussione anche nella stessa Germania. E poi c`è la deflazione a pesare».

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I fondi UE che l'Italia non spende

Written by Stefano Pasta.

Stefano PastaArticolo di Stefano Pasta pubblicato da Famiglia Cristiana.

Matteo Renzi, visitando i cantieri dell’Expo, ha detto: «Sì, i fondi Ue sono spesi male, ma ora il meccanismo cambierà». Che ci sia bisogno di un’inversione l’ha detto con toni fermi anche Bruxelles, in una lettera spedita al Governo. Chiedendo varie modifiche, ha rimandato a settembre l’Accordo di partenariato presentato ad aprile, il piano che ogni paese è chiamato a redigere per indicare le priorità nella spesa dei fondi. Una partita che vale 41 miliardi e mezzo da oggi al 2020. Secondo la Commissione, nel progetto italiano manca una strategia e si rischia di ripetere ancora una volta interventi inefficaci, simboleggiati dagli incentivi a pioggia a sagre e biscottifici, corsi di formazione di dubbia utilità e feste, come i 720mila euro a Elton John per cantare a quella di Piedigrotta. Ma da dove arrivano questi fondi? Da Bruxelles ovvio, ma prim’ancora dalle casse di tutti gli Stati europei. Anzi, l’Italia nel 2013 è stata il quarto finanziatore del bilancio comunitario, dopo Germania, Francia e Regno Unito.