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Ripensare la politica economica europea

Written by Patrizia Toia.

Patrizia Toia Non sono Berlino o Parigi che decidono, ma dobbiamo tutti decidere cosa vogliamo fare insieme di fronte a questa situazione. Se l'Europa non cresce nel suo complesso è un danno per tutti i paesi, non si tratta allora di riesumare vecchie "cordate" tra Paesi del Nord contro Paesi del Sud o di rispolverare atteggiamenti ostili verso la Germania. Non si tratta neppure di chiedere eccezioni o di pretendere deroghe, ma di costruire insieme nuove regole e, nel frattempo, di usare nuove e più intelligenti applicazioni, come la flessibilità, di quelle esistenti. Ripensare la politica economica europea non significa mettere a rischio la stabilità finanziaria dell'Europa, significa prendere atto di ciò che non ha funzionato e introdurre i cambiamenti necessari, a partire dal Piano per la crescita e l'occupazione di 300 miliardi che Juncker ha promesso.

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La situazione in Iraq e le ripercussioni internazionali

Written by Emanuele Fiano, Marina Sereni, Patrizia Toia.

Emanuele FianoIraq, Fiano: "Grande attenzione per l'allarme dei funzionari di Polizia"
"Non possono passare sotto silenzio le parole del ministro Mogherini e l’allarme lanciato oggi dall'Associazione Nazionale funzionari di polizia circa l’aumento del rischio sicurezza per l’Italia dovuto al diffondersi dell’ideologia jihadista e agli effetti della guerra in corso nel teatro iracheno. Accogliamo con attenzione e rispetto le parole che i funzionari di polizia utilizzano oggi per collegare questa situazione alla necessità di politiche attive e positive per il comparto sicurezza che permettano di migliorarne l’efficienza e la capacità. Lavoreremo in Parlamento e in accordo con il Governo per investire, ove possibile, nell'aumento degli organici e nel miglioramento della condizione materiale di lavoro di tutti gli appartenenti al comparto sicurezza e soccorso pubblico".

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I fondi UE che l'Italia non spende

Written by Stefano Pasta.

Stefano PastaArticolo di Stefano Pasta pubblicato da Famiglia Cristiana.

Matteo Renzi, visitando i cantieri dell’Expo, ha detto: «Sì, i fondi Ue sono spesi male, ma ora il meccanismo cambierà». Che ci sia bisogno di un’inversione l’ha detto con toni fermi anche Bruxelles, in una lettera spedita al Governo. Chiedendo varie modifiche, ha rimandato a settembre l’Accordo di partenariato presentato ad aprile, il piano che ogni paese è chiamato a redigere per indicare le priorità nella spesa dei fondi. Una partita che vale 41 miliardi e mezzo da oggi al 2020. Secondo la Commissione, nel progetto italiano manca una strategia e si rischia di ripetere ancora una volta interventi inefficaci, simboleggiati dagli incentivi a pioggia a sagre e biscottifici, corsi di formazione di dubbia utilità e feste, come i 720mila euro a Elton John per cantare a quella di Piedigrotta. Ma da dove arrivano questi fondi? Da Bruxelles ovvio, ma prim’ancora dalle casse di tutti gli Stati europei. Anzi, l’Italia nel 2013 è stata il quarto finanziatore del bilancio comunitario, dopo Germania, Francia e Regno Unito.

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Ucraina: il “Piano Merkel”

Written by Matteo Cazzulani.

Matteo CazzulaniIl Cancelliere tedesco da al Presidente ucraino, Petro Poroshenko, un aiuto di 500 Milioni di euro per la ricostruzione del Donbas. Il supporto politico all’integrità territoriale di Kyiv si scontra con la proposta di federalizzazione dell’Ucraina dichiarata, in contemporanea, dal Vicecancelliere, Sigmar Gabriel. 
Pieno appoggio politico e un aiuto di 500 Milioni di euro per la ricostruzione delle zone colpite dalla guerra, senza contare il significato politico del gesto, che sancisce definitivamente che la Germania è l’unica locomotiva politica dell’Europa. Nella giornata di sabato, 23 Agosto, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha compiuto una visita ufficiale a Kyiv presso il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, a cui ha portato il pieno appoggio politico della Germania all’Ucraina.