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La democrazia autorevole

Written by Lorenzo Gaiani.

Lorenzo GaianiIl modo di scrivere di Walter Veltroni può piacere o meno, ma ciò non toglie che nella sua lettera di oggi a Repubblica abbia centrato due questioni fondamentali.
La prima è la necessità per le democrazie di una maggiore fluidità e rapidità del processo decisionale in una situazione complessa, pena la mancanza di autorevolezza e, alla lunga, di autorità in un contesto che richiede la presenza di un'autorità riconoscibile e sicura come precondizione necessaria ad ogni scelta da prendere ed attuare. Ciò dimostra che il percorso avviato delle riforme istituzionali non è campato per aria ma corrisponde ad una necessità oggettiva del nostro Paese.
La seconda è quella di evitare che la questione dell'identità, nel terribile contesto internazionale odierno, così carico di rischi, possa diventare un elemento di scontro e di ulteriori tensioni. Che cosa richiedere a chi viene a vivere fra noi come garanzia di una convivenza ordinata e feconda?

 

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Sì allo scambio privatizzazioni-concessioni

Written by Piero Fassino.

Piero FassinoIntervista pubblicata su Il Sole 24 Ore (file PDF).

La possibilità di uno scambio tra concessioni e quotazione o privatizzazione per ridurre le partecipate? “Questa proposta l’abbiamo avanzata noi. Siamo favorevoli a un allungamento delle concessioni finalizzato ai processi di privatizzazione o di aggregazione”. Così il presidente dell’Anci Piero Fassino, intervistato dal Sole 24 Ore, parla del confronto con il governo sulla proposta di ridurre il numero delle aziende partecipate dagli enti locali.
“Serve un approccio negoziale – dice il sindaco di Torino – Così come non funziona dire ‘vendete entro quella data’, non funziona dire ‘fondetevi a tutti i costi’. Vanno negoziate ad esempio le condizioni per il prolungamento delle concessioni e l’elaborazione dei piani di investimento”. “Le concessioni possono diventare uno strumento per facilitare l’apporto dei capitali privati”.

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La Democrazia deve decidere

Written by Walter Veltroni.

Walter VeltroniLettera di Walter Veltroni a La Repubblica.

Caro Direttore, sono di nuovo in causa, in questa cupa estate del 2014, le grandi questioni che hanno deciso, nella storia, il destino dell'umanità.
Si tratta, in definitiva, della coesistenza di parole che possono facilmente separarsi, generando conflitti devastanti. Le parole sono: identità e dialogo, democrazia e decisione. Quando gli elementi di queste coppie si sono resi conflittuali il mondo ha generato il peggio di sé: le guerre, le dittature.
Chi può evitare che questa frattura, molto più semplice della ricomposizione, si produca? La politica, solo la politica. La tanto vituperata politica alla quale si preferirebbe oggi, da parte dei cultori del conflitto come fine, sostituire una indistinta e irregolata dimensione assembleare del decidere, tutto piegando alle pulsioni della emotività, secondo lo schema perfettamente descritto da Zagrebelsky nel suo magistrale "Il crucifige e la democrazia". Di politica, grande e coraggiosa, libera e progettuale, il mondo ha bisogno, nel suo momento più drammatico dal 1945.

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La Ue cambierà

Written by Pier Paolo Baretta.

Pier Paolo BarettaIntervista a Pierpaolo Baretta di Eugenio Fatigante - Avvenire.

Pierpaolo Baretta, sottosegretario al Tesoro, in questo agosto sembra che il mondo economico abbia rimesso nel mirino l'Italia. È così?
«Per una certa "lettura" giornalistica, sì. Ma più che l`Italia è tutto il quadro internazionale molto in evoluzione. Per questo è stata felice l`intuizione di Renzi di aver posto la questione europea al centro del dibattito».
La Ue, Bruxelles: ma ci sono davvero cambiamenti in vista?
«Vedrete che da ottobre, quando passeremo alla nuova Commissione, il quadro cambierà. La vera novità è che le condizioni non positive dell`economia europea creano condizioni meno stringenti per dibattere un aggiornamento delle regole che guardi a un profilo più espansivo delle politiche economiche. Il prok blema non è più solo l'Italia. La Francia è già uscita allo scoperto, ma potrebbe aprirsi una discussione anche nella stessa Germania. E poi c`è la deflazione a pesare».