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Per tornare ad essere protagonisti

Scritto da Vinicio Peluffo.

Vinicio Peluffo
Intervista di Il Saronno.

Fra meno di una settimana, si vota domenica 18 novembre, il Partito democratico rinnoverà le proprie segreterie locali e provinciali e gli elettori e simpatizzanti saranno chiamati a scegliere il segretario regionale. Due i candidati, Vinicio Peluffo, ex deputato dem per due legislature, ed Eugenio Comencini, ex sindaco di Cernusco sul Naviglio e attuale senatore dem.
Proprio Vinicio Peluffo, 47 anni residente a Rho, è molto conosciuto nella zona delle Groane, da Bollate a Garbagnate, da Senago a Solaro, anche perché è stato il candidato delle Groane alla Camera per due mandati consecutivi.
In queste settimane, il candidato alla segreteria lombarda del Pd è in viaggio nelle varie province per partecipare ad incontri pubblici: lunedì a Como, martedì a Sondrio, mercoledì a Lecco e Merate, giovedì a Bergamo e venerdì a Brescia.
Dopo dieci anni in parlamento, come mai ha deciso di intraprendere questa sfida in Regione?
“E’ un momento delicato per il partito che, undici anni fa ormai, ho contribuito a fondare. Dopo l’esperienza come amministratore locale e dopo i due mandati di lavoro in Parlamento, ho sentito la responsabilità di rilanciare, insieme a molti amici, iscritti, militanti, amministratori locali, il nostro partito a livello locale, partendo proprio dalla Lombardia, perché qui dobbiamo costruire un’opposizione fermissima alla maggioranza di centrodestra. Sono grato a tutti coloro che hanno sottoscritto la mia candidatura, ai tanti sindaci della città metropolitana del mio partito che mi sostengono e ai 14 consiglieri Pd del Comune di Milano che mi hanno dato il loro appoggio”.
La peculiarità della Lombardia qual è?
“La Lombardia è la Regione italiana più all’avanguardia. Viene comparata alle eccellenze europee se si tratta di economia e sviluppo. Eppure quando parliamo di servizi, per avvalorare la tesi della sua eccellenza, la comparazione avviene con le altre regioni italiane: questo è un paradosso, perché la Lombardia deve essere sempre un’eccellenza, e, per esserlo, è necessario investire sulla qualità dei servizi, sull’innovazione, e puntare sulle competenze”.
Tre linee-guida prioritarie del suo programma.
Il programma a cui ho lavorato insieme a tanti colleghi di partito si fonda su alcune linee-guida. La prima riguarda l’Europa, perché noi lì dobbiamo stare. E dobbiamo starci da protagonisti, in un’Europa dove certamente ci sono equilibri e rapporti da cambiare, ma da dove non possiamo allontanarci. E la Lombardia, che è la regione più europea d’Italia, deve essere in prima linea e il Partito democratico lombardo deve diventare la punta di diamante della politica europeista del Pd nazionale. Il secondo tema in primo piano è l’ambiente, perché con l’ambiente si crea lavoro. La green economy è già una realtà: energie rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile. Tutte scelte su cui l’attuale governo di centrodestra non ha voluto puntare e che devono essere invece in cima alla lista delle priorità. Infine, la mobilità, che deve fondarsi su un sistema efficiente ed integrato, efficace e competitivo, dove il trasporto pubblico deve essere la modalità di spostamento prevalente, se non addirittura esclusiva, che deve poter contare su collegamenti frequenti, stazioni sicure, parcheggi adeguati.
E sulla sanità, dove la Lombardia sembra aver perso l’eccellenza?
“E’ necessario un forte orientamento delle risorse sui servizi sanitari e sociosanitari sul territorio ed una revisione della rete ospedaliera. Noi diciamo di no ai sempre più frequenti smantellamenti dei presidi ospedalieri, ai così detti “accorpamenti”, e all’erogazione dei servizi in tempi veloci soltanto a chi può permetterselo dal punto di vista economico. Una programmazione regionale efficace deve sostenere l’equilibrio tra pubblico e privato, ovvero le due gambe del servizio sanitario, coinvolgere i sindaci dei vari comuni nei piani di sviluppo delle aziende sociosanitarie e rilanciare il servizio di apertura dei poliambulatori 7 giorni su 7 e 24 ore su 24″.
Infine, un tema che è cavallo di battaglia, a livello locale e nazionale, dei vostri avversari politici: la sicurezza.
“Noi non parliamo di sicurezza, come fanno i populisti. Noi parliamo di sicurezze in tre diversi ambiti fondamentali. La sicurezza derivante da una riqualificazione sociale, a cui si arriva migliorando la qualità della vita di chi vive le periferie, con politiche dedicate all’inclusione e non alla contrapposizione. La sicurezza lavorativa, che saremo in grado di sostenere attraverso percorsi formativi professionalizzanti che sappiano valorizzare le competenze. La sicurezza di vivere in luoghi dove tutti siano impegnati nella lotta alla criminalità organizzata. Spesso ci si dimentica che le mafie sono il nemico numero uno, perché impediscono la crescita, lo sviluppo, inquinando l’economia e la società stessa: chi ci governa oggi è troppo impegnato a farci credere che i nemici sono altri, quando invece li abbiamo qui, radicati proprio nella grande Lombardia”.

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