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Il Senato ostaggio del Governo nella discussione del decreto sicurezza

Scritto da Alan Ferrari.

Alan Ferrari“Siamo in una situazione inaccettabile. Siamo ostaggio di un’approssimazione politica e tecnica da sei giorni perché io ricordo la forzatura subita dai lavori in Commissione, e una forzatura è stata richiesta nella Conferenza dei Capigruppo per poter calendarizzare fin dalla mattina di lunedì alle 9,30 questo provvedimento in Aula.
A fronte di tale forzatura, noi abbiamo chiuso il provvedimento in Commissione mercoledì pomeriggio.
Mercoledì pomeriggio! Sono passati sei giorni e nelle ultime ore, prima di questa lunga notte che evidentemente non ha portato consiglio e non ha sciolto le riserve e i dubbi che ieri il relatore Borghesi aveva detto di voler provare a sciogliere, non si è sciolto ancora il nodo che è un nodo politico.
Questo decreto sta cambiando nome. Era già un decreto propaganda, era già un decreto insicurezza, era già un decreto che porta maggiore clandestinità, era già un decreto incertezza perché nessuno, ha chiarito dove vanno a finire, dopo l’approvazione di questo decreto, le 600.000 persone che sono in Italia, e ora a tutti questi nomi, si aggiunge quello di decreto della confusione. E non è una confusione tra chi è più a destra in questo Governo e chi è più a sinistra. Sono tutti a destra perché il marchio è univoco. MoVimento 5 Stelle e Lega hanno scelto un’impostazione culturale, per quanto totalmente inadeguata sul piano tecnico, ma molto chiara ed evidente. Non ci è chiaro, però, cosa sia accaduto e cosa stia accadendo ancora in queste ore al punto da non consentire al Governo di procedere né valutando il provvedimento emendamento per emendamento né mettendo la fiducia, dato che da ventiquattr’ore si dice con certezza che questo sarà fatto. Non è mai capitato di vedere che si rimanga sul dubbio circa la posizione della fiducia o meno e si tengano in ostaggio l’Assemblea e la Presidenza – che la rappresenta – per sei giorni: è inaccettabile”. Così il senatore Alan Ferrari, segretario d’aula del Pd, è intervenuto in aula dopo la richiesta di sospensione dei lavori da parte del governo.