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Giustizia e Legalità al tempo dei populismi

Scritto da Franco Mirabelli.

Franco Mirabelli
Intervento alla Festa dell'Unità di Milano (video).

Bisogna stare molto attenti a liquidare la vicenda della giustizia e di altri temi da affrontare con l’incapacità di questo nuovo Governo.
Non penso che al Governo ci siano degli incapaci e non penso che possiamo sottovalutarli o prenderli poco sul serio per come si presentano, come ad esempio per il look di Salvini, fatto di magliette e felpe con le scritte e mai giacca e cravatta come sono i politici che immaginiamo.
Mentre pensiamo che chi sta al Governo non sia capace o che vada preso poco sul serio, succede ad esempio che loro attacchino la magistratura in maniera molto pesante.
È chiaro, infatti, che c’è un problema quando il Ministro degli Interni spiega che ogni volta che la magistratura apre un’inchiesta sul suo conto per lui è una medaglia, oppure quando afferma che comunque il popolo è dalla sua parte e lui vince in quanto ha preso i voti mentre i magistrati no.
Salvini dice cose eversive.
In questi giorni, i membri del Governo stanno anche aggredendo la libertà di stampa, dando segnali molto chiari ai giornalisti.
Per la prima volta nella storia c’è un Governo che è riuscito a fare talmente tante pressioni su un’autorità autonoma come la Consob da costringere il Presidente - che dovrebbe garantire i cittadini e non il Governo - a darne le dimissioni.
Chi fa questo ha un’idea di democrazia simile a Orban, Erdogan e Putin, in cui non c’è spazio per organismi terzi e per le opposizioni ma chi vince comanda e prende tutto.
Sul tema della giustizia, oltretutto, le istanze di Lega e M5S sono diverse.
La Lega è molto attenta alla giustizia e molto giustizialista sui deboli e sui reati predatori.
M5S, invece, ha un atteggiamento molto più rigido e giustizialista.
Lega e M5S faranno fatica a tenere insieme queste due visioni differenti, nonostante ciò, però, sono riusciti a vanificare leggi di civiltà importanti che avevamo avviato nella scorsa legislatura e che riguardano la riforma penitenziaria e la riforma della giustizia riparativa, bloccandole.
Inoltre, noi non siamo stati in grado di valorizzare la legge anticorruzione, approvata nella scorsa legislatura, con cui si erano messi in campo strumenti concreti per combattere la corruzione e le mafie, mentre ora M5S lucrerà e si rivenderà come interventi miracolistici le scarse modifiche, ancora da discutere in via definitiva, che vogliono introdurre (cioè l’agente sotto copertura e il daspo per i corrotti per impedire che partecipino ai concorsi pubblici) e che non cambiano la sostanza della normativa.
Rispetto al tema della lotta alla mafia, contrariamente alla scorsa legislatura, nell’attività del nuovo Governo è evidente che non è una priorità.
Il contrasto alle mafie non è una priorità per la cultura terrificante che la Lega mette in campo. Per la Lega, infatti, il problema è la ricerca del consenso e questo lo si ottiene dicendo ai cittadini che il nemico ce l’hanno sotto casa e sono i poveri, i migranti, i piccoli delinquenti che si vedono.
In nome di questo, il messaggio che la Lega manda è che per garantire sicurezza occorre rinunciare a libertà e a diritti, dando di fatto più potere a chi comanda.
Dentro a questa logica, è evidente che la lotta alla mafia non è una priorità.
Oltretutto, Salvini va in giro dicendo che “la mafia è merda” ma quando parla delle norme antimafia si capisce che non sa di cosa sta parlando, come ad esempio ogni volta che annuncia una riforma per i beni confiscati e non si accorge che è stata appena fatta con le modifiche al Codice Antimafia, su cui la Lega aveva votato contro.
M5S sui provvedimenti antimafia ha sempre votato in modo differente: a volte a favore, a volte contro, altre volte si sono astenuti ma sempre per ragioni opposte a quelle della Lega.
Questo atteggiamento rispetto alla lotta alla mafia è preoccupante perché non è sufficiente.
La Lega non ha l’attenzione che abbiamo messo noi sui temi della lotta alle mafie e per dare gli strumenti a forze dell’ordine e magistrati per contrastare le mafie.
Lo Stato, in questi anni, ha fatto molto contro le mafie.
Oggi, invece, c’è l’idea che l’attenzione si sposti altrove, prevalentemente sui migranti.
Inoltre, la lotta alla mafia non la si può delegare: se non c’è un’opinione pubblica e pubblici amministratori avvertiti e consapevoli dei rischi della mafia e un coinvolgimento di tanti nella lotta contro le mafie, le armi sono spuntate.
Oggi, invece, il messaggio che dà il Governo è che il pericolo per la sicurezza non sono le mafie e le organizzazioni criminali ma i migranti, soprattutto quelli che arrivano con i barconi.
Questo è un messaggio tranquillizzante per i mafiosi.

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