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Incompetenza, arroganza e ambiguità

Scritto da Alan Ferrari.

Alan Ferrari
Intervento in dichiarazione di voto per il PD al decreto Milleproroghe (video).

Signor Presidente, il giudizio del Partito Democratico sul provvedimento in esame è molto negativo e va molto al di là del fatto che su alcuni emendamenti, in particolare sulla parte che ha riguardato il terremoto, il nostro atteggiamento è stato costruttivo, ragionevole e razionale. È un giudizio negativo che riassumo in tre parole dure, e faccio poi una specifica. Le tre parole sono: incompetenza, arroganza e ambiguità.
Voglio, però, precisare, Presidente, proprio perché nelle mie considerazioni non c'è nulla di personale, che doto queste parole di aggettivi.
Parlo quindi di incompetenza tecnica, di arroganza istituzionale e di ambiguità politica. Proprio queste penso siano la cifra dal lavoro che ha tenuto insieme Governo e maggioranza, 5 Stelle e Lega, negli ultimi due mesi e che ci ha visto al lavoro in queste settimane sul provvedimento in esame.
Parto dall'incompetenza tecnica. Sembra, se vogliamo, il tema meno importante, ma io credo sia importante, fondamentale, che nel primo vero provvedimento ampio che discute quest'Assemblea lasciamo agli atti che così non si può lavorare. Abbiamo tenuto bloccate le Commissioni affari costituzionali e bilancio per molte ore, senza che si seguisse ciò che deve essere seguito di norma per arrivare ad approvare e mettere nelle condizioni i commissari di illustrare un emendamento, e cioè conoscerne l'ammissibilità ed eventualmente le coperture. La scelta del Governo di dotare o no un emendamento di copertura: nei lavori dell'Assemblea abbiamo usato e stiamo usando in modo improprio l'articolo 81 della Costituzione.
Tutte le volte in cui non si sa dove andare, si usa l'articolo 81. Voglio chiarire che l'articolo 81 non è un autobus. L'articolo 81 è una norma seria, prescritta dalla nostra Costituzione, che induce una scelta e un dovere nel rispettarla. Ripeto che non è un autobus. E penso che rileggere quanto accaduto, anche questa notte, sul decreto dignità ci aiuti ad assumerci tutti la responsabilità su come far lavorare il Parlamento, anche nel rispetto della fretta. Ci rendiamo conto e sappiamo benissimo che può capitare che il Governo e la maggioranza abbiano fretta di approvare un provvedimento, ma non può essere che l'articolo 81 sia usato con questa leggerezza.
Poi c'è l'incompetenza del Governo: il decreto milleproroghe al nostro esame arriva sei mesi dopo un altro milleproroghe e, in realtà, proroga diverse scadenze che sono al 31 dicembre di quest'anno. Quindi ci state dicendo che non avete la capacità di risolvere problemi da qui alla fine di dicembre? Questo è ammissione di incompetenza. È ancor più grave, perché essere incompetente è chi non sa, mentre l'arrogante è chi non sa e fa.
L'arroganza istituzionale dove la troviamo in questo provvedimento? Penso alla questione delle Province, dove si è fatto un pasticcio, una forzatura e dove c'è traccia di incostituzionalità. Avete stabilito un giorno perché votino tutte le Province: il 31 ottobre 2018. Ebbene, avete stabilito la data senza che accadesse ciò che deve accadere, e cioè che sia il Presidente della Provincia a indicare al Governo qual è il giorno per le elezioni: si tratta di un precedente grave che è stato stigmatizzato ampiamente anche durante i lavori di Commissione. Non è un election day: non usiamo più questi argomenti, tant'è vero che la maggioranza addirittura voleva anticipare tutto ad ottobre, anche ciò che va in scadenza a gennaio. Non è un election day, perché a ottobre facciamo votare per 40 presidenti di Provincia e poi a gennaio votano i 40 consigli collegati. Vi sembra un modo per risparmiare? Vi sembra un modo di rispettare quelle istituzioni che avete detto in quest'Assemblea di voler difendere? Penso di no, ma soprattutto è un precedente di incostituzionalità che vogliamo segnalare e lasciare agli atti.
Dopodiché chiedo, in particolare ai colleghi del MoVimento 5 Stelle, per suo tramite Presidente, e anche a lei: proprio voi che non avete mai partecipato alle elezioni della Provincia, non vi state chiedendo per quale motivo il Governo faccia questa forzatura? Vi state ponendo il tema di quale sia la finalità di questa forzatura? Vi state provando a chiedere quali sono la finalità e il sistema di controllo che si stanno cercando di attuare attraverso l'approvazione dell'indizione di una data che fa sì che alcune Province vadano al voto prima della loro scadenza? Vi invito a stare molto attenti e non vi nascondiamo la nostra grande preoccupazione.
Penso che l'ambiguità politica sia il tratto più comune del Governo in carica, accompagnato da una maggioranza che con la mano sinistra ha detto di fare alcune cose e con la mano destra ha fatto tutt'altro. Con la mano sinistra, addirittura, si è definita una competenza dell'attuale Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, quando è del tutto evidente che non ce n'era bisogno, ed è del tutto evidente quanto sia incoerente con la nostra struttura parlamentare.
Addirittura si continua a ribadire che uno vale uno. Si continua a blandire il popolo e a lisciargli il pelo sulle cose più irrazionali. I rappresentanti del Governo, con una frequentazione che sta diventando quasi esclusiva dei social - anziché essere nei Ministeri che vanno governati con attenzione, rigore e impegno - lasciano intendere che la differenza tra la maggioranza e gli altri sta nel fatto che gli altri che siedono nei luoghi istituzionali si occupano di potere. Voi che state nei social costantemente siete cittadini normali, come quelli con cui vi confrontate in quei social, come a lasciar intendere che in fondo stare in quest'Aula sia semplicemente un atto dovuto, un passaggio di ratifica; un atto più che altro noioso e che ha a che fare per alcuni con questioni di potere.
Mentre fate questo con la mano sinistra, con la mano destra fate tutto quello che riuscite a fare per piegare le prerogative del Parlamento. E non serve nemmeno andare oltre, citando il caso della RAI. È già sufficiente richiamare quello che avete fatto nei giorni scorsi, che è esattamente all'insegna di quell'ambiguità che richiamavo prima e che abbiamo trovato, in modo chiaro, sul bonus cultura. Mai nessuno dice che sono finiti i soldi per i diciottenni. Mai nessuno dice che quella era un'iniziativa sbagliata che ha premiato circa 600.000 giovani del nostro Paese e li ha messi nelle condizioni di andare al cinema, a teatro e fare attività culturali. No, nessuno lo dice.
Peccato che, quando c'è un emendamento con cui si ricorda che per il 2019 c'è già uno stanziamento, voi - furbescamente - nel cosiddetto decreto milleproroghe non lo sostenete. Questa è ambiguità.
Ripeto, questa è ambiguità.
Tuttavia, signor Presidente, l'ambiguità più grave è in tema di vaccini. Ne abbiamo viste veramente tante. Non pensavamo di vederne e sentirne così tante. Avete scelto deliberatamente di spostare l'entrata in vigore dell'obbligo vaccinale, che è una cosa incredibilmente pericolosa e dannosa sul piano del merito, con un decreto che riguardava le proroghe. Questa è elusione dell'atto legislativo.
Ripeto, questa è elusione. Avete preso in giro il Parlamento, introducendo una variazione significativa di una legge importante come quella promossa dal ex ministro Lorenzin, facendola passare come uno spostamento di data dell'obbligo.
Avete creato caos, perché l'emendamento approvato non entrerà in vigore prima del prossimo anno scolastico e le Regioni, le famiglie e le scuole entreranno in un regime di difficoltà e confusione totale. Avete addirittura parlato di obbligo flessibile. Francamente a me sembra un ossimoro e, in ogni caso, non ne capisco il senso. Lo capiranno gli italiani, che non sapranno cosa fare. Avete confuso un'immunità di gregge, che vi assumete la responsabilità di diminuire, con una marchiatura delle bestie.
Avete detto che i bambini immunodepressi dovranno andare in aule insieme a dei bambini vaccinati. E se non si vaccina nessuno? Non ho capito, cosa succede? Che tipo di differenziazione è questa?
Tutte queste cose, compresi gli attacchi vili e fascisti al virologo Burioni, dimostrano che non siamo nelle condizioni di meritare di essere uno dei più grandi Paesi al mondo, che il grado di inciviltà sta aumentando e che le prerogative, l'ambizione e la presunzione di essere la più grande istituzione di questo Paese stanno scadendo. Queste sono forme di inciviltà e di una situazione che altro che dissertazioni sul Governo possibile del cambiamento nella democrazia del narcisismo, con cui ci stanno dilettando una serie di studiosi! A me pare che questo sia il Governo dell'ambiguità e, nel caso dei vaccini, dell'irresponsabilità, in una democrazia sempre più medievale.
Signor Presidente, mi avvio a concludere. Gli esseri umani si dividono in tre categorie: quelli che preferiscono non avere niente da nascondere, piuttosto che dover mentire; quelli che preferiscono mentire, piuttosto che non avere niente da nascondere; quelli che amano sia mentire, che nascondere. Preciso: questa è la cifra del vostro Governo e dell'alleanza tra MoVimento 5 Stelle e Lega.
Per questi motivi, preannuncio il voto contrario e durissimo del Partito Democratico.