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Il ricordo di Borsellino e della strage di Via D'Amelio

Scritto da Franco Mirabelli.

Franco Mirabelli
Intervento in Senato.

Credo sia non solo dovuto, ma giusto, anche dopo 26 anni, ricordare nelle Camere il sacrificio del giudice Borsellino e della sua scorta. Lei ha già citato tutti i componenti della scorta che hanno perso la vita, ma mi consenta di ricordare in particolare Manuela Loi, che è stata la prima donna in servizio in una scorta in questo Paese e purtroppo è stata anche la prima donna che ha perso la vita in servizio, facendo la scorta del giudice Borsellino.
In questi giorni, in queste settimane, sono stati fatti molti ragionamenti, si è discusso molto della sentenza dell'ultimo processo sulla strage di Capaci.
Io voglio dire che quel processo - oggi possiamo dirlo - mette fine ad anni di inchieste, di depistaggi verificati, di falsi testimoni, di prove nascoste. Oggi siamo a una verità giudiziaria, probabilmente non basta ma oggi siamo a una verità giudiziaria.
Borsellino e Falcone sono stati servitori dello Stato, come gli agenti delle loro scorte, vittime di una stagione stragista in cui la mafia - ricordiamolo però - dopo il maxiprocesso, dopo che non si aspettava che tutti i suoi vertici sarebbero stati condannati in via definitiva (di questo attribuendo la responsabilità a Falcone), e mentre si stava costruendo la Direzione nazionale antimafia, che Falcone aveva voluto e che Borsellino, dopo la morte di Falcone, si apprestava a dirigere, ha attaccato lo Stato e le istituzioni nel momento in cui lo Stato dimostrava di volerla combattere.
Io credo che sia giusto ricordare, anche per fare onore a Borsellino, che se quella offensiva è stata sconfitta è stato grazie anche al coraggio civile di un grande movimento che si è ribellato di fronte a quelle stragi, che si è stretto attorno alle istituzioni, ha difeso i principi di legalità e libertà che il crimine vuole conculcare. Ma certamente se oggi lo Stato dimostra ogni giorno di saper combattere le mafie, se ha potuto in questi anni dare colpi durissimi alle mafie, è grazie - questo dobbiamo ricordare, non solo il sacrificio - agli strumenti che Falcone e Borsellino hanno immaginato e che hanno messo in campo e per cui hanno lavorato: le indagini, l'intuizione di seguire i flussi finanziari per colpire le mafie, la costruzione della Direzione nazionale antimafia.
Questi sono i grandi meriti che ha avuto Borsellino insieme a Falcone.
Ricordare Borsellino e la sua scorta in questa Camera, però, non può e non deve significare soltanto esprimere il cordoglio e la riconoscenza per questo giudice e per la sua scorta, ma che dobbiamo prendere un impegno, continuare a fare la nostra parte per sconfiggere le mafie, che vuol dire anche ragionare, riflettere, approfondire, capire gli errori che ha fatto la politica, le connivenze che in quegli anni hanno dato forza alla criminalità organizzata. La giustizia ha fatto il suo corso, ora tocca alla politica che deve dare una risposta a Fiammetta Borsellino, non deve smettere di fare luce su quegli anni.

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