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Il futuro dell’Italia passa per gli investimenti nella cultura

Scritto da Dario Franceschini.

Dario Franceschini
Le scelte di questa legislatura non solo hanno spazzato via l’assurda affermazione che “con la cultura non si mangia” ma hanno dimostrato che attraverso gli investimenti in questo settore passa il futuro dell’Italia. Una consapevolezza che ha animato la nostra azione di Governo e dovrà essere il cuore della prossima legislatura, una scommessa per l’intero sistema Paese. L’intreccio straordinario di bellezza, arte, paesaggio e creatività rappresenta un tratto fondante della nostra identità e un elemento di forza in tutto il mondo. Una leva, allo stesso tempo, di crescita civile e sociale ed economica. Posti di lavoro e nutrimento dello spirito, legami comunitari e coesione sociale.
Ecco perché dopo la ferita degli attentati al Bataclan la nostra risposta non è stata quella di cavalcare la paura, come fanno demagogicamente i populismi, ma di investire, per ogni euro messo sulla sicurezza, un euro in cultura.
E così l’app ha coinvolto ragazze e ragazzi che hanno comprato libri, visitato musei e mostre, partecipato a spettacoli e concerti, il miglior modo per far crescere una nuova generazione di europei. Ecco perché abbiamo archiviato una lunga stagione di tagli moltiplicando le risorse: in tre anni gli investimenti per la tua tutela e il patrimonio sono passati da 40 milioni di euro a oltre 3 miliardi.
Con l’Art Bonus abbiamo superato una mentalità miope che vedeva nella collaborazione tra pubblico e privato un tabù e non una opportunità. Con la riforma del sistema museale, i musei da semplici uffici delle Soprintendenze sono diventati istituti con autonomia gestionale e scientifica con la selezione dei direttori, per le realtà più importanti, attraverso un bando internazionale.
Con la legge cinema, attesa da oltre cinquant’anni, abbiamo aumentato i fondi di oltre il 60%, con forti incentivi per i giovani autori, per chi investe in nuove sale e nella salvaguardia dei cinema storici. Una svolta per un settore che non è solo un pezzo significativo dell’immaginario collettivo ma anche un comporto industriale è uno veicolo del made in Italy. Altrettanto attesa la nuova legge sullo Spettacolo dal vivo, che ha introdotto maggiore trasparenza, incrementato le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo, e reso stabile il tax credit per la musica.
È stato approvato il piano nazionale strategico del turismo, che scommette su sostenibilità, accessibilità e innovazione. Tra gli strumenti adottati l’introduzione del tax credit per le ristrutturazioni alberghiere e la digitalizzazione dell’offerta, e i bandi per riconvertire case cantoniere e fari. Una strategia che sta portando i primi segnali positivi: gli arrivi crescono, aumenta la durata dei soggiorni e riprende il turismo interno.
In un tempo difficile in cui riemergono conflitti e divisioni, la cultura è il più importante strumento di promozione di pace e tolleranza, e in questo scenario l’Italia ha confermato il suo molo di grande potenza culturale con il primo G7 della cultura della storia a Firenze e la nascita della task force dei caschi blu del patrimonio culturale, considerati dall’Unesco un modello di eccellenza.
Tante le cose fatte ma tante ancora le sfide che ci attendono. Il Pd, con i suoi governi e l’azione parlamentare, ha ridato in questa legislatura centralità alla Cultura, dopo anni e anni di tagli e mortificazioni. Continueremo su questa strada con ancora maggiore convinzione, per rispettare l’art. 9 della Costituzione e per fare crescere attorno ai beni e alle attività culturali, nuovo lavoro per i giovani.