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Non ci sono da parte nostra paletti intoccabili

Scritto da Piero Fassino.

Piero Fassino
Intervista del Corriere della Sera.

Fassino, perché ha incontrato Grasso e Boldrini?
«Entrambi in queste settimane hanno espresso delle valutazioni politiche. Mi è sembrato giusto ascoltarli, sapendo naturalmente che ricoprono delicati ruoli istituzionali e dunque non parlano a nome di forze politiche».
Sinistra e radicali chiedono l’approvazione dello ius soli.
«Sono d`accordo. Occorre fare ogni sforzo per creare le condizioni per approvarlo in questa legislatura, e anche il “fine vita”. Si tratta di leggi fondamentali sul terreno dei diritti e della civiltà. Dirò di più, vogliamo approvarle indipendentemente da quello che sarà l’esito delle trattative nel centrosinistra: sono diritti civili irrinunciabili, patrimonio di tutti, non bandiere di parte».
Potreste presentare con i futuri alleati emendamenti alla legge di Bilancio?
«La legge di Bilancio ha già subito una serie di integrazioni. Il governo ha recepito richieste di modifica: sono state accolte sollecitazioni su misure di carattere sociale. Altre se ne potranno accogliere nel dibattito parlamentare. Da parte nostra c`è la massima apertura: l’unico discrimine è la compatibilità finanziaria. Detto questo, siamo disponibili a esaminare tutte le proposte, sul fronte sociale e su quello del lavoro, che possano migliorare la legge».
E con il Jobs ad, che farete?
«Di qualsiasi legge è giusto fare un bilancio. Noi siamo pronti a farlo anche sul Jobs act. Non ignorando un dato: ha consentito la creazione di quasi un milione di posti lavoro. Certo, sappiamo che una quota ampia è a tempo determinato. Quindi è giusto discutere quali nuove misure introdurre per trasformare i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Servono nuovi incentivi? Servono forme di defiscalizzazione a favore delle imprese? Servono altre misure? Discutiamone, siamo pronti. Damiano ha avanzato alcune proposte che possono essere un buon terreno di discussione».
Bersani e D’Alema vi hanno già detto di no.
«Noi abbiamo dato una disponibilità amplissima. Renzi ha parlato di un “foglio bianco” su cui scrivere insieme i punti programmatici fondamentali. E la dimostrazione che non ci sono da parte nostra paletti o “a priori” intoccabili. Naturalmente, la possibilità di fare un’intesa non è data solo dalla volontà del Pd ma anche da quella dei nostri interlocutori. Negli incontri fatti finora ho già registrato disponibilità positive di alcune forze. Abbiamo incontrato Bonino e i radicali. Ho visto i socialisti, Idv, Democrazia solidale. Avrò colloqui con i Verdi, sto ragionando con Pisapia. C`è in tutti la consapevolezza di presentarsi uniti agli elettori. E siamo interessati a coinvolgere anche Mdp, Possibile e Si. I nostri avversari sono i 5 Stelle e il centrodestra, non abbiamo avversari nel centrosinistra. Sappiamo che il centrosinistra è “plurale”, con forze che hanno sensibilità diverse: per noi sono tutti interlocutori di un confronto. Ed è lì, nel confronto, che si verificherà se è possibile trovare punti di intesa o no. Con alcune forze li stiamo già individuando e mi auguro che sia possibile farlo anche con Mdp».
E se i vostri interlocutori chiedessero le primarie?
«Se per realizzare la coalizione è necessario un passaggio come quello delle primarie possiamo farlo. Non c’è tabù, né pregiudizio. L’unica cosa che mi permetto di dire è che abbiamo quattro mesi davanti e ci dovremmo impegnare per promuovere il più ampio confronto con i cittadini sui programmi, vorrei evitare che passassimo questo tempo a discutere tra di noi delle primarie».
L’incontro con Mdp non è stato ancora fissato.
«Mdp, Si e Possibile ritengono di dover attendere qualche giorno in vista della loro assemblea del 2 dicembre: io non ho nessun problema, credo tuttavia che colloqui istruttori sarebbero utili anche prima di quella scadenza e sono disponibile a incontrarli in qualsiasi momento. Il nostro tentativo di dare a questa alleanza una configurazione ampia è sincero e quindi ci disponiamo a un confronto vero con Mdp, così come lo stiamo facendo con le altre forze politiche. Bersani dice “partiamo dalle cose” e io sono d`accordo: partiamo dalle cose e proviamo a condividerle».