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Il lavoro della Direzione Nazionale Antimafia di questi anni

Scritto da Franco Mirabelli.

Franco Mirabelli
Intervento in Commissione Antimafia durante l'audizione del Procuratore Franco Roberti.

Ringrazio il Procuratore Franco Roberti per il lavoro svolto in questi anni alla Direzione Nazionale Antimafia perché ha portato un contributo importante ad una stagione che, dal punto di vista legislativo, ha prodotto molti provvedimenti contro le mafie.
Il mondo delle associazioni che si occupano del tema ha sostenuto che abbiamo fatto 24 interventi volti a migliorare la legislazione antimafia esistente, di cui l’ultimo è la riforma del Codice Antimafia.
Sarebbe bene ricordare anche il numero dei latitanti arrestati in questi anni sotto la guida di Roberti.
Questo, infatti, è stato anche il periodo in cui si è arrestato un boss della ‘ndrangheta nella sua casa a San Luca ed è stato un segnale molto importante. Purtroppo, l’informazione ha fatto notare maggiormente l’episodio del baciamano invece che degli arresti avvenuti nei “santuari” della ‘ndrangheta.
Il Procuratore Roberti, inoltre, va ringraziato perché, nel momento in cui la Direzione Nazionale Antimafia ha avuto anche la competenza in materia di Antiterrorismo, ha comunque continuato a svolgere efficacemente la battaglia contro le mafie. C’era, infatti, la preoccupazione che l’attenzione sulla prevenzione al terrorismo potesse distogliere forze dalla lotta alla mafia ma non è stato così e questo va riconosciuto al Procuratore.
Roberti, nel corso dell’audizione in Commissione Antimafia, ha spiegato che c’è un nesso tra la lotta alla mafia e la lotta al terrorismo, tanto che alla Direzione Nazionale Antimafia è stata affidata anche questa competenza, perché ci sono un know-how e una capacità investigativa e di azione maturate negli anni che potevano essere utili anche su quel versante.
In Commissione Antimafia, inoltre, abbiamo affrontato con diverse Procure il tema del rapporto tra mafie e sbarchi e trafficanti, però, il tema è ancora da approfondire in quanto ci è stato detto poco.
Così come sarebbe utile approfondire il rapporto tra le diverse organizzazioni mafiose.
Nel momento in cui si apre un vuoto, infatti, il Procuratore ha spiegato che c’è il rischio che arrivi un’altra organizzazione criminale a riempirlo. Sarebbe, dunque, interessante approfondire questo aspetto per capire che sensazione c’è rispetto ai rapporti tra le diverse organizzazioni, se si coordinano, se c’è un dialogo o se sono avversarie. Non sembrano esserci guerre tra esse.
Infine, guardando alle cronache di questi ultimi mesi, da Roma a Milano, si evince che la questione del reato di associazione mafiosa cominci ad essere un problema. Non è solo un problema solo legato alle vicende processuali di “Mafia Capitale” perché, anche nell’inchiesta “Infinito 2” del Nord, il Giudice per le Indagini Preliminari non ha riconosciuto l’aggravante mafiosa per un imprenditore che in tutte le carte appare come un intermediario.
Su questo aspetto sarebbe utile capire se la politica e il prossimo Parlamento potranno fare qualcosa. A mio avviso, il reato di associazione mafiosa si evolve ma il fatto che ci sia una maggiore difficoltà a riconoscerlo da parte dei giudicanti rischia di essere un problema.

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