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A Milano visitatori in crescita

Scritto da La Stampa.

MilanoArticolo pubblicato da La Stampa.

La Milano di Ferragosto è in parte svuotata, ma non desolata. Vuoti gli uffici e vuote anche le carrozze della metro, di solito affollatissime. Restano invece molto frequentati i negozi nelle vie del centro, le gallerie dei musei, i bar e i ristoranti delle zone più rinomate. Infatti, se molti milanesi hanno deciso di partire per il mare o la montagna, a prendere il loro posto ci hanno pensato migliaia di turisti.
Da Expo 2015 in poi la città continua a veder crescere i numeri delle loro presenze. Ai quasi 5,3 milioni di visitatori di due anni fa si è aggiunto un ulteriore 2% nel 2016. Ora l’obiettivo è raggiungere i 6 milioni annui. I risultati del primo semestre di quest’anno fanno ben sperare: da Milano sono già passati 3 milioni di visitatori con un incremento superiore al 13%, e altrettanti potrebbero arrivare entro la fine dell’anno. Tenendo sempre presente che a Milano agosto è sempre stato considerato un mese «critico» per il turismo.
I dati raccolti dalla Camera di Commercio relativi alle ultime settimane di luglio invitano al buon umore, soprattutto i proprietari delle 1259 strutture ricettive (tra alberghi, bed&breakfast e ostelli) attive in città. Il tasso medio di occupazione delle camere si è mantenuto intorno al 75% con un aumento di 8 punti rispetto al 2016. Un trend che, se dovesse mantenersi anche in agosto, confermerebbe le potenzialità turistiche della città anche in estate.
«Molti turisti vengono qui volentieri perché trovano negozi e monumenti, entrambi sempre pieni. Per entrare in Duomo in qualsiasi giorno dell’anno bisogna fare una lunga fila», racconta Camilla che gestisce il «B&B Milan» dalle parti di via Torino. Ai turisti che chiamano, risponde soddisfatta: «Al momento la nostra situazione è tranquilla. Un po’ di camere sono occupate e qualcuna è vuota. Ma per un bed&breakfast è normale perché in questo periodo i turisti preferiscono l’hotel». A confermare questa tesi è Mario, che lavora alla reception del King Mokimba Hotel di corso Magenta, a poca distanza dalla stazione di Cadorna e dal Castello Sforzesco. «Il 90% delle nostre camere è occupato. Perlopiù sono famiglie in visita, ma ci sono anche tanti giovani».
Un successo turistico dovuto senza dubbio a un livello di efficienza dei servizi offerti al cittadino che, nonostante il periodo difficile, rimane piuttosto elevato. Ma anche a un’efficace politica di organizzazione di eventi e attività culturali realizzata dal Comune di Milano in collaborazione con diversi enti e associazioni. L’iniziativa «Estate Sforzesca», con i suoi spettacoli che mescolano danza, musica e teatro, ne è un esempio. Un altro è «Museoestate», cui aderisce anche la Pinacoteca di Brera, che rimane aperta anche oggi. Senza dimenticare poi le opportunità offerte dalle proiezioni dei cinema all’aperto o dalle crociere sui navigli alla scoperta dell’Itinerario delle Conche.
Ma in questa Milano in mano ai turisti che fine hanno fatto i milanesi? Il week-end appena trascorso ne ha visti migliaia affrontare le lunghe code autostradali per raggiungere la meta delle ferie. La macchina resta, infatti, il mezzo di trasporto preferito. Ma non l’unico. Dall’inizio dell’estate, tra prenotazioni e biglietti venduti, Trenitalia ha registrato oltre 5 milioni di clienti in partenza dalla stazione Centrale. Direzione: le spiagge della Liguria e della Romagna per la maggior parte, anche se non pochi hanno alla fine optato per città d’arte come Roma, Firenze e Venezia. Secondo i numeri di Trenord, poi, ogni fine settimana una media di 120 mila passeggeri si sposta verso località più fresche e accessibili, come laghi e montagne a pochi chilometri di distanza dal capoluogo meneghino.
E i trasporti aerei non sono da meno. Dopo un luglio infuocato che ha visto muoversi all’interno degli aeroporti milanesi anche 750 mila viaggiatori a settimana, agosto richiede uno sforzo maggiore. Questo è infatti il periodo preferito per le ricerche su Internet e per i voli low cost. Che alla fine, se andiamo a vedere, proprio low cost non sono, dal momento che la spesa media sui portali online passa dai 1200 euro di luglio ai 1600 di questo mese. .