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Ripartiamo dal lavoro

Scritto da Piero Fassino.

Piero Fassino"Il riformismo della sinistra si è sempre basato su tre parole forti: sviluppo, lavoro, protezione sociale. La crisi ha messo in mora quelle tre parole. Dobbiamo restituirle senso e credibilità, sapendo che sviluppo e lavoro non si creano con le politiche del secolo scorso. Ma è essenziale che chi teme di essere solo senta che non lo è".
Così Piero Fassino in un'intervista a Repubblica in cui rileva: "Ci lasciamo alle spalle tre mesi difficili: la vittoria del No nel Referendum, il travaglio della sconfitta, la scissione. Non possiamo stare ancora fermi. Dal Lingotto deve partire un nuovo inizio".
"Sviluppo, lavoro e welfare si realizzano in Europa, non da soli.
C'è però bisogno di una Europa che non assuma solo il criterio dell'equilibrio di bilancio", dichiara l'ex segretario dei Ds. "Renzi ha posto per primo con forza la esigenza di un cambio di passo dell'Europa. Per battersi per un'Europa che cambi però bisogna essere credibili. Non possiamo chiedere sconti ogni anno, promettendo che abbatteremo il debito senza farlo. Per questo è irresponsabile frenare le riforme". "Ci serve un riformismo con il popolo. Ecco perché serve il Lingotto, come dieci anni fa", sottolinea Fassino, che in merito all'appello a "cambiare mare" rivolto da Sergio Chiamparino e Giuseppe Sala a Matteo Renzi commenta: "Hanno detto di continuare con le riforme e io sono d'accordo. E anche sul fatto che bisogna guardarsi da un riformismo dall'alto".